Ad incarico preannunciato per la formazione di un nuovo Governo del Paese, da parte di Mattarella, qualcosa ha iniziato a muoversi.

Ed alla luce di ciò, vorrei svolgere alcune considerazioni, ben sapendo che si tratta di un personale punto di vista e senza avere alcuna intenzione di convincere chichesia.

Dopo due mesi di consultazioni e confronti, le forze politiche uscite dalle elezioni dello scorso 4 marzo, non hanno saputo e voluto trovare un’intesa per la formazione di un Governo che potesse guidare il Paese.

Hanno prevalso gli interessi di parte e nessuno ha saputo fare un paso indietro (o di lato) per ricercare una soluzione che non ci portasse di nuovo alle urne.

Hanno prevalso i veti e quando ci sono state aperture sono state solo strumentali, cioè lo si è fatto solo per mettere in difficoltà gli altri Partiti e dimostrare ai propri tifosi, di essere i migliori, i più “duri e puri”.

Insomma chi dopo il 4 marzo ha dichiarato di essere il vincitore non è stato capace di realizzare un accordo politico per dare vita ad un Governo.

Ma data questa situazione la domanda da farsi è: non è stato capace o non ha voluto?

Vediamo di capirne di più….

Il primo Partito, il M5S, ha detto da subito che la cosa più naturale sarebbe stata fare un Governo con la Lega (all’insegna del populismo qualunquista, dico io) con premier Di Maio, ma visto che nel frattempo il cdx aveva ribadito la propria intenzione di restare unito, ha lanciato la teoria dei due forni (?) ed ha proseguito dicendo che loro non avrebbero mai fatto un accordo politico ma solo un contratto di programma. Ora al di là delle parole era chiaro il senso, il M5S non può confondersi con gli altri partiti ma pur di avere il premier era disposto a farlo con furbizia, ipocrisia e tatticismi. E’ talmente vero quello che dico che se il veto su Berlusconi (come su Romani) poteva avere un senso in ragione di non voler fare accordi con chi ha avuto una condanna penale, il veto sul partito di Forza Italia (se davvero si voleva fare il Governo) è stato fuori luogo e chiaramente strumentale visto che con Forza Italia era appena stato fatto l’accordo per eleggere, quale Presidente del Senato, la Casellati.

La Lega a cui va riconosciuta la franchezza di aver detto da subito “mai col PD”, avrebbe voluto fare l’accordo con il M5S, ma posta davanti alla scelta di dover rompere l’alleanza storica con Forza Italia o fare il Governo senza Forza Italia, ha scelto di non rompere l’alleanza vincente in quasi tutto i nord. Scelta legittima ma di convenienza, solo, per la propria parte e strumentale a non lasciare al M5S la posizione di rendita(?) dell’opposizione ed l contempo ad assegnare a Forza Italia la colpa del mancato accordo di Governo (basta leggere le dichiarazioni di Giorgetti).

Quanto al PD era chiaro che non avrebbe potuto fare un accordo di Governo col M5S ma il confronto andava fatto, a prescindere. Certo lo si doveva fare avendo chiaro che se il M5S avesse voluto davvero un accordo con noi lo avrebbe ricercato fin dall’inizio, cioè al momento dell’elezione dei Presidenti delle Camere ed avendo altresì l’intelligenza di porre le nostre condizioni come vincolanti, dopo essere stati per mesi oggetto di offese e derisioni. Ma il M5S ha aperto il forno del PD (tollerando Renzi, pensa un po) solo per non escluderci e confidando sul fatto che tanto l’ipotesi l’avremmo bocciata noi, così da poter dire avete visto che il PD vuole stare fuori da tutto e dare fuoco alle polveri delle divisioni interne, contro Renzi. Per questo il PD ha fatto prevalere il proprio interesse e si è tirato fuori da tutto ma senza una vera prospettiva per il futuro.

Fratelli d’Italia, partito a rimorchio della Lega, si è caratterizzato solo per aver spinto Salvini a chiedere l’incarico per la formazione del Governo, pur senza maggioranza, solo per avere la possibilità di gestire, come centrodestra, la fase di avvicinamento alle prossime ed imminenti elezioni politiche, quindi anche questo Partito ha giocato solo strumentalmente.

Per ultimo LeU, un Patito in via di definizione che gioca la propria partita solo in chiave anti Renzi ed dunque anti PD, posizionandosi strumentalmente sempre dalla parte opposta per fare sponda agli avversari interni di Renzi, salvo rimanere delusi quando poi il PD ritrova l’unità.

Tutto questo aggravato dalla più grande delle strumentalità, quella di ritenersi vincitori col diritto di governare come fossimo in un sistema maggioritario mentre siamo in un sistema proporzionale, dove per potere governare servono alleanze fra i Partiti e cioè mediazioni rispetto al proprio programma ed alle ambizioni personali.

In questa situazione Mattarella ha fatto la cosa giusta, con buon senso e rispetto della Costituzione, ha favorito la formazione di un Governo neutrale per fare poche scelte e gestire la fase elettorale senza dare spazio così, a quelle forze politiche che si sono dimostrate non all’altezza sia per capacità che per responsabilità.

Ogni soggetto politico in campo (per usare la metafora di Mattarella) ha fatto un gioco sporco, ha commesso falli ed ha compiuto simulazioni, dunque l’arbitro ha sospeso la partita per farla rigiocare.

Vedremo dopo le elezioni che potrà succedere ma è certo che stante questa legge elettorale, il rischio di una situazione analoga è davvero verosimile.

D’altronde in un sistema tripolare questa situazione è prevedibilissima come riscontrato anche nello studio fatto da alcuni analisti politici, che hanno dimostrato come stante il voto dello scorso 4 marzo, nessun sistema elettorale (tranne il doppio turno) avrebbe garantito una maggioranza di Governo.

Poi magari sarò smentito dall’attivismo di Salvini che convincerà Berlusconi a ravvedersi sul “mai coi 5S, che nelle mie aziende potrebbero solo pulire i bagni” e nascerà un Governo Lega/M5S ma il succo del ragionamento resta con l’aggravante che ci hanno pure preso per il sedere…..

Quindi grazie ad un buon arbitro, Mattarella, l’Italia si appresta ad affrontare una ulteriore fase critica e vediamo di fare ognuno la propria corsa, senza rancori e riponendo i coltelli.

Tanto peggio, tanto meglio è un motto che non mi piace e non fa bene all’Italia!