Beh, verrebbe da dire : boh (chi lo sa)!

La domanda del titolo, infatti, non può avere una risposta facile.

Questo PD, tanto a livello locale, quanto nazionale, sembra aver ingranato la folle, aver rotto i freni ed infine avanzare nella notte a fari spenti….  Eppure l’autista sembrerebbe esserci ed anche godere della fiducia dei trasportati mentre, invece, tutto intorno c’è diffidenza, sfiducia, contrarietà ed avversione- Renzi contro tutti!

Bene? No, ma tant’è e dobbiamo prenderne atto. Però attenzione, tutto può servire e certamente prendere atto delle difficoltà aiuta a ricercare soluzioni ottimali per affrontare la prossima campagna elettorale politica.

A pochi mesi dalle primarie che hanno incoronato Renzi non è ragionevole e dunque non è possibile, mettere in discussione il segretario; non lo è per dare seguito al risultato deludente delle elezioni amministrative e nemmeno per un’eventuale sconfitta alle elezioni regionali in Sicilia. Serve invece che il PD, in modo unitario, apra una fase di rilancio dell’iniziativa politica a partire da conferenze programmatiche regionali che sappiano dimostrare capacità d’ascolto e sappiano far condividere le scelte operative che faranno parte della piattaforma programmatica per un nuovo Governo del Paese.

L’unità sulla strategia da adottare non vuol dire aderire ad un pensiero unico ma dare vita, pur nella pluralità d’opinioni, ad una comunità coesa e solidale che sa confrontarsi con il mondo sociale ed economico riformista e  lavorare, così, per la vittoria del centrosinistra.

Vediamo di capirci ….

  1. Fermo restando l’attuale sistema elettorale uscito dalla Consulta, è chiaro che per non creare frizioni e nuove divisioni nel Partito, occorre che i candidati al posto di Capolista nei vari Collegi elettorali, siano scelti (fatto salvo alcune comprensibili eccezioni Renzi, Gentiloni, Emiliano, Orlando, Franceschini e pochi altri) attraverso le primarie, così come deve essere chiaro che alla regola del rispetto del limite ai mandati non possono essere fatte eccezioni di comodo.
  2. L’orizzonte politico a cui il PD deve guardare è quello della coalizione governativa di centrosinistra (non credo, infatti, che vinceremo da soli) e per fare ciò serve mettersi in condizione di non porre ma anche di non subire, alcuna pregiudiziale sui nomi nel rispetto dell’autonomia di scelta per ciascuno.
  3. Il programma di Governo che può darci slancio e ripresa dei consensi passa attraverso la capacità di coniugare una necessaria dose di liberalismo (specie in campo economico), con una ripresa di attenzione sociale verso le persone più bisognose e verso l’ambiente, senza dimenticarci la necessità di riforme Istituzionali utili allo sviluppo dei territori e promuovendo la lotta ai privilegi ed alla burocrazia.

Dobbiamo essere chiari, le ipotesi di un Governo istituzionale non possono essere il nostro obbiettivo, noi PD siamo alternativi tanto al M5S, quanto al centrodestra!

A questo punto sento dire che, vista la presenza di Renzi a “capo” del PD, non sarà possibile fare alcuna maggioranza di centrosinistra. Ritengo questa considerazione provocatoria, in quanto, eventualmente, Renzi sarà stato scelto dal Presidente della Repubblica ed avrà un incarico per provare a formare un Governo. Nessuna arroganza e nessun automatismo; dunque stiamo calmi e vediamo di lavorare tutti per fare vincere il centrosinistra.

Certo questa analisi non intende nascondere i problemi che esistono (ed esistono) in casa PD, come non vedere le sconfitte di Pistoia, Carrara, La Spezia, Sesto S. Giovanni ecc. o l’isolamento del nostro Partito nello scenario politico ed infine la lontananza da quelle realtà associative che hanno sempre avuto rapporti positivi con il centrosinistra? Purtroppo si tratta di situazioni vere da recuperare e da non sottovalutare pensando che sia sufficiente incentrare tutto sulla comunicazione e sull’uso dei social quale strumento di persuasione del consenso ma per farlo serve una leadership autorevole (discutibile ma condivisa), una riorganizzazione del Partito su base territoriale con meno presenze di cerchio magico ed un programma di Governo (bottom up) concertato con i portatori d’interessi socioeconomici.

Siccome non credo che il PD sia alla fine, sono fiducioso, pur avendo cognizione delle difficoltà e sono convinto che una buona gestione del PD da parte di Renzi ed una buona prova del Governo Gentiloni, nei prossimi mesi, potrebbero ricostruire le condizioni ottimali per un successo del PD (sopra il 30%), “conditio sine qua non” per avere un nuovo e propositivo Governo di centrosinistra.

Mettiamo da parte le polemiche con Prodi e Letta, mettiamo un sasso sopra il passato e avanti!

Altrimenti questo Paese sarà destinato ad un Governo M5S con Lega e FdI, personalmente uno scenario da incubo che vedrebbe riproporre l’inconcludenza romana e la conflittualità da bar dello sport, alla guida del Paese.

Capisco che qualcuno potrebbe pensare di far accadere tutto questo per prendersi una rivincita sugli scissionisti e sui malpancisti di turno ma certo non condivido la logica del “muoia Ssnsone con tutti i filistei” anche perché oltrei ai filistei, sotto le macerie ci si rimarrebbe anche NOI.