Le prossime elezioni europee, sono destinate a segnare questo inizio di terzo millennio.

Lo sono perché il futuro dell’Europa, se unita o disgregata, se competitiva o marginale, se sostenibile o consumista, se solidale od indifferente, dipenderà dal nostro voto.

Certamente l’Europa nel contesto globale, sia sul piano politico che economico, sarà in grado di dire la sua solo se convintamente unita e coerente coi valori occidentali.

Viceversa un’ Europa consumata dal ritorno di nazionalismi ed autoritarismi, dilaniata dal populismo e dalla demagogia, rischia di essere preda dell’instabilità interna e dell’inaffidabilità per gli altri.

Quando dico altri non intendo solo i mercati ma soprattutto coloro che dovrebbero essere nostri alleati e partners.

L’Europa degli Stati sovrani è un’immagine vecchia che deve essere superata in una vera logica federalista e unitaria; una prospettiva democratica che spinga ogni Stato a condividere ed assoggettarsi, a medesime politiche sociali, fiscali, internazionali e militari.

Le risposte verso gli errori commessi dall’UE (perché questo sono stati, il rigore economico, l’eccesso tecnocratico e la distanza sul fenomeno dell’immigrazione), non possono essere frutto di una reazione che spinge, di fatto, ad abbandonare il percorso dell’unità dei popoli europei.

Certamente l’Europa di oggi non va bene per il periodo storico che stiamo vivendo ma attenzione a non buttare via il bambino con ’acqua sporca!

Il paradosso di questi tempi è che davanti a richieste di maggiore socialità da parte delle comunità, le forze di sinistra sono penalizzate a causa dei loro governi che sono stati rispettosi di quei regolamenti europei che hanno badato prioritariamente ai bilanci degli Stati per rendere l’UE più competitiva e meno esposta ad attacchi speculativi.

Certo il fallimento di una inflessibile(?) politica del rigore ha scatenato risentimenti popolari, che alimentati da paure verso le migrazioni, hanno determinato voti di protesta che potrebbero minare l’idea stessa dell’Europa unita e della pace che sa saputo regalarci per oltre 70 anni.

I soggetti in campo nello scenario geopolitico ed economico internazionale, hanno tutti l’interesse ad indebolire ed a disgregare l’Europa, perché l’Europa è il mercato interno più grande del mondo e perché un’Europa che rappresenta il 25% del PIL mondiale con appena il 7% della popolazione, diventa competitiva e traina un’ Occidente diverso dagli USA.

Così ci spieghiamo l’attenzione della Russia che è stata più o meno palesemente dietro alla Brexit ed all’indipendenza della Catalogna, che si scontra con >Ucraina e Georgia, che ha sostenuto Trump, la Le Pen e Salvini ed infine che opera a livello di social in ogni realtà lontana dalla propria orbita, per destabilizzare governi democratici, a favore di populisti e sovranisti.

Questa analisi mi porta a definire questo turno elettorale come un passaggio importante per il nostro futuro, per cui la prima cosa da fare è andare a votare con forte senso di responsabilità e la seconda usare le preferenze per scegliere persone che rappresentino i valori della libertà, della democrazia, dell’ambiente e della solidarietà, tipici della cultura cristiana.

Quindi, nessuna concessione a Partiti che non siano dichiaratamente europeisti ed a leader che giocano sugli equivoci per tenersi le mani libere rispetto agli impegni che vanno osservati per mantenere in piedi una casa comune.

La casa comune dei popoli europei è solo l’ UE!!!

Dunque la prima scelta da fare, il prossimo 26 maggio, sarà quella di votare un Partito che vuole l’Europa unita; Europa senza se e senza ma.

In questo senso a Pontremoli siamo fortunati, abbiamo un candidato locale che (seppure) candidato in Forza Italia (un Partito diverso dal mio ma ugualmente fuori dal Governo e certamente europeista), è in corsa per un seggio al Parlamento Europeo come era già riuscito al padre Enrico.

A lui va certamente il mio, sincero, in bocca al lupo…

Il PD che oggettivamente può essere presenta, nella nostra circoscrizione, una lista di valore con Simona Bonafè capolista, con l’ex giornalista Davide Sassoli, con il medico Pietro Bartolo (davvero una persona di grande umanità) e con l’amico Nicola Danti a cui va la mia massima attenzione (e preferenza) per varie ragioni.

Anzitutto è una persona seria e competente, con esperienza da Sindaco, Presidente di Comunità Montana e Consigliere Regionale, poi è stato il deputato più presente al Parlamento Europeo con più del 99% e ciò nonostante ha saputo essere a disposizione dei territori locali e dei loro amministratori, infine rappresenta esattamente quella cultura (ed esperienza) di cui ho parlato sopra e di cui abbiamo bisogno.

Credo che il futuro del PD, dipenderà molto dal risultato che saprà ottenere da queste elezioni ma senza farmi illusioni penso che sarà migliore di quello ottenuto alle politiche, però sinceramente non so dire quale potrà essere la strada che verrà presa, fatto salvo una chiara e decisa opposizione a questo Governo gialloverde che rischia di esplodere nelle contraddizioni interne, dopo aver minato la situazione economica del Paese e dopo aver compromesso la situazione del nostro bilancio. Ma non è per dare forza al PD che va chiesto il voto a queste elezioni, bensì per dare una seria prospettiva europea al nostro Paese.

Il 26 maggio mandiamo a casa gli euroscettici consegnando la maggioranza del Parlamento Europeo a forze politiche (grandi o piccole che siano) in grado di riformare alcuni trattati (per esempio, Dublino e Lisbona), in modo che possiamo rendere le scelte europee sempre più vicine a tutti i cittadini.

Le ragioni per dare fiducia all’Europa non sono solo 60, come dice un documento rintracciabile su www.ec.europa.eu e soprattutto non è per questo enfatizzato programma Erasmus ma credo di poter riassumere che essenzialmente tutto si concentra nella voglia di lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni e ciò sarà possibile solo con la sostenibilità ambientale, con il progresso socioeconomico e con la Pace!