Ho aspettato un po di tempo a scrivere dopo la rinnovata fiducia al governo Letta, ma l’ho fatto per riflettere. Riflettere non sulle solite polemiche pro o contro Berlusconi, sicuramente un imprenditore capace ma spregiudicato, ed in politica un saltimbanco, ma su quella famosa dichiarazione/annuncio di Alfano, che ha proclamato di voler essere “diversamente qualcosa” (nello specifico, “diversamente berlusconiano”).
Ebbene questa frase mi ha fatto pensare che anch’io sono stato “diversamente democratico”, che Matteo è “diversamente Sindaco” e che anche Letta è “diversamente politico” rispetto al modello imperante. Ma allora essere “diversamente qualcosa” è sinonimo di un fatto positivo? Beh, non necessariamente e dipende da quale punto di vista si giudica quel “diversamente” ma comunque essere diversi da qualcosa è sicuramente importante ed utile per contribuire a far riflettere e, probabilmente, anche a cambiare qualcosa. Allora c’è da sperare che tutti, io e voi, diventiamo “diversamente italiani” e Dio sa quanto c’è bisogno di italiani diversi dallo stereotipo dell’italiano medio.
Iin questo senso il governo di servizio e di responsabilità (se è davvero tale), dovrebbe essere davvero di esempio, riuscendo a fare cose serie ed utili per tutto il Paese e non solo per una parte.
Metto la foto di Ken Parker che per me è stato un fumetto western diverso dai soliti stereotipi; un personaggio positivo “diversamente cow boy”.

La vicenda della fiducia al Governo, un vero e proprio giro di giostra, che anziché segnare il cambiamento ci ha riportato esattamente dove eravamo subito dopo la condanna, ha dimostrato chiaramente alcune cose e ne sottintende parecchie altre. Alcune cose che sono state dimostrate le voglio opportunamente segnalare : -come avevo detto la politica italiana dopo la condanna di Berlusconi non è più quella di prima. Se Berlusconi fosse stato senza condanna e quindi con un futuro politico possibile in prima persona, nessuno avrebbe osato contraddirre il suo diktat che prevedeva, dopo le dimissioni dei parlamentari, le dimissioni dei Ministri e poi il voto di sfiducia (come pateticamente Bondi aveva sostenuto nel suo intervento pieno di rancore, in aula al Senato). Ciò detto il gesto di Alfano, Quagliarello e Luppi va senz’altro apprezzato ma quando le colombe sono rappresentate da Cichitto e Formigoni mi viene da ridere oltreché preoccuparmi. -Enrico Letta ha dimostrato di essere un abile politico avendo saputo convincere i propri Ministri a sostenere il Governo in cui militavano indipendentemente dalle scelte di Berlusconi. La cosa non era facile ma Enrico ha saputo muoversi con grande intelligenza e con la garanzia del Quirinale ha convinto una parte del PdL a non scaricare il governo di servizio. Quello delle larghe intese è il governo che può dare una mano al Paese ma ora superato lo scoglio della fiducia, servono proposte concrete su riforme istituzionali, legge elettorale, mondo del lavoro e fiscalità. Enrico Letta ha dimostrato acume politico ed ha indubbie competenze tecniche in economia ma ora deve dimostrare di essere un leader che sa parlare al Paese e compiere le scelte giuste. -La Presidenza della Repubblica Napolitano ha dato il via ad un comportamento che va oltre il ruolo di garanzia e si avvicina ad un temperato semipresidenzialismo. Bene, male? Non è questo che mi interessa analizzare ma certamente Napolitano è andato, a ragion veduta (almeno per me), oltre i compiti tradizionalmente di competenza del Presidente della Repubblica adoperando una “moral suasion” che a tratti è sembrata essere una vera e propria minaccia. Una minaccia a fin di bene per dare un Governo al Paese e per indicare alcune scelte necessarie. -Se il PD non cede alla pressione della demagogia di sinistra e tiene saldo il timone di una politica capace di pensare al futuro delle persone e dei loro diritti, anche a fronte di qualche sacrificio da ripartire, però, in misura equa, credo che possa davvero dare il via ad una nuova stagione politica che ponga fine a questa insostenibile seconda Repubblica. L’ultimo ventennio caratterizzato da Berlusconi può essere superato da una politica riformista che ha il coraggio di proposte e leadership nuove, da una politica che rinuncia a privilegi per dimostrare di essere credibile anche quando propone sacrifici ai cittadini e soprattutto da una politica responsabile che evita di cedere alle tentazioni di mantenere uno status quo insostenibile per il Paese. Tra le cose che questa vicenda sottintende (e sono tante), vedianome almeno tre : -la conquista del PD da parte della segreteria Renzi appare un dato scontato ma oggi il rischio per Matteo è quello di essere cristallizzato nel ruolo di segretario per i prossimi due anni. Questa vicenda della fiducia sottintende un grande rischio per la leadership di Renzi, quello di essere costretto a sottostare ad un possibile logoramento di polemiche e posizionamenti interni che saranno tutti tesi a diminuire la sua carica innovativa e a deponteziare le sue proposte qualificanti. Per questi motivi ritengo che Matteo debba cambiare il Partito ed i suoi pletorici organismi e poi ricandidarsi a Sindaco di Firenze, per non rinunciare ad un palcoscenico prestigioso che può permettergli di continuare ad occuparsi e di rappresentare, i problemi e le aspettative della gente. -A questo punto davanti ad un periodo di presunta stabilità è ragionevole pensare che si possa avere, per le prossime elezioni politiche, una nuova legge elettorale che ridia la scelta ai cittadini ed attraverso un nuovo sistema ci consenta di evitare, al Paese, il ripetersi di situazioni pericolose d’ingovernabilità, come quelle scaturite da queste elezioni del 2013.Questa nuova legge, questo nuovo sistema avrà riflessi evidenti sui Partiti e dunque viene da domandarsi : ci saranno ancora i Partiti a vocazione maggioritaria e leaderistica oppure torneremo alle coalizioni? E le primarie a che serviranno se i cittadini potranno poi esprimere una preferenza? Voteremo a turno unico o a doppio turno? Voteremo solo per una ramo del Parlamento (la Camera) od ancora per tutti e due? Tutte queste domande non hanno risposte facili e dunque per il prossimo periodo è logico apettarsi molte maggioranze trasversali agli attuali schieramenti, ma ciò non dovrà farci gridare allo scandalo ed all’inciucio. Ed a proposito, prossimamente gli schieramenti saranno ancora questi? -Ma questa vicenda sottintende anche una ulteriore situazione alivello di scenari partitici. Forza Italia, prossima ventura, non sarà più l’unica forza del centrodestra italiano e di conseguenza il centro di Monti è destinato a dividersi e dunque a sparire. Il centrodestra a differenza del centrosinistra che si orienta verso l’individuazione di un leader tra i due oggi in campo (Letta e Renzi), deve trovare un nuovo leader e scommetto che Alfano non lo sarà. Naturalmente su questa vicenda della fiducia se ne possono dire e scrivere tante, ma …….. Ma credo che i tratti più salienti siano quelli che ho provato descrivere con la convinzione che il governo Letta non sia il miglior governo del mondo ma sia certamente quello possibile visti i risultati delle elezioni ma soprattutto che possa essere utile al Paese sia per uscire dalla crisi che ci preoccupa e sia per rigenerare la politica italiana. Allora credo, in conclusione, che il vero problema non sia essere diversamente berlusconiani ma dimostrare che siamo, tutti, diversamente italiani (da come lo siamo stati fino ad oggi)!!