Non credo che si possa pensare di continuare, facendo finta di niente….

Le divisioni hanno causato danni e ricomporle sarebbe opportuno ma il percorso congressuale, viziato dall’ansia di vincere, porta con se accordi e non condivisione, pertanto dobbiamo aspettare ma …

Il PD, inteso come il Partito che fa i congressi e le primarie, inteso come apparato con le sue correnti, inteso come quello del governo Renzi, inteso come Partito di sinistra, inteso come gli ex DS e gli ex Margherita che si alleano, inteso come il Partito migliore degli altri, non ha più un futuro.

Alle primarie, io che ero per Richetti, sosterrò Martina perché parla di fare squadra, perché pensa un progetto per il Paese basato sui valori del lavoro, dell’ambiente, dell’equità, della solidarietà e dell’Europa ma al di la di chi vincerà le Primarie del 3 marzo, serve rifondare il centrosinistra e rilanciare il riformismo italiano.

Per questo un’operazione tutta incentrata sul PD non mi pare convincente e meno che mai vincente.

Fare opposizione è importante per la democrazia ma fare opposizione non deve essere solo testimonianza, occorre avere un progetto credibile per il governo del Paese, cioè uh progetto capace di dare risposte ai bisogni ed alle aspettative dei cittadini.

Per fare questo serve tornare a radicarsi nelle comunità locali, stando meno in TV e sui social a polemizzare.

I territori di cui si compone il nostro bel Paese sono la palestra dove dovrà formarsi una nuova classe dirigente, capace e competente, che non deve essere più cooptata ma rappresentativa.

In questo senso la proposta di Carlo Calenda, di riunire un fronte ampio (oltre il PD) d’ispirazione liberaldemocratica e riformista, coglie nel segno ed apre una nuova prospettiva.

Il futuro dell’Europa sarà il tema dei prossimi mesi e le elezioni europee potranno essere il banco di prova per una iniziativa che sembra avere buone premesse a cui il PD deve saper collaborare convintamente e fattivamente.

Intanto noi del PD, finiamo il congresso e scegliamo il nuovo segretario; un segretario che non deve essere il leader ma il “primus inter pares” di una squadra e di una condivisa idea di futuro per il Paese.

Riunire e rilanciare il centrosinistra in Italia come in Toscana ed a MassaCarrara, è la priorità, per non lasciare campo libero ad una maggioranza pericolosa, con un governo contradditorio tra inadeguatezza grillina e autoritarismo leghista