Sinceramente speravo che il risultato del referendum dello scorso 4 dicembre fosse diverso… ma così non è stato ed occorre farsene una ragione.
La vittoria era difficile, lo si sapeva, ma sperare non costava nulla.
Di certo, però, non mi aspettavo una vittoria così netta del NO; una vittoria che non lascia margini di interpretazione circa la volontà del popolo italiano.
Una volontà precisa, quella di votare contro Renzi ed il suo Governo.
Il NO messo nelle urne non è entrato nello specifico delle modifiche Costituzionali (non tutte perfette ma certamente necessarie), bensì ha voluto bocciare una strategia governativa di tipo “maggioritario” che tende a personalizzare l’azione di governo ed ha rifiutato l’idea che una maggioranza relativa debba assumere un metodo di governo fatto di scelte difficili e complesse, senza concertazione.
Insomma in poche parole si è cercato di liquidare Renzi ed il suo stile.
Ma questo stile è frutto di una vocazione autoritaria di Renzi?
Beh, qui casca l’asino.
Quella di Renzi era una riforma destinata a cambiare le Istituzioni non in chiave autoritaria ma certamente in chiave maggioritaria; cioè voleva consegnare al vincitore delle elezioni politiche un sistema politico/istituzionale decidente, in grado di funzionare (proporre e scegliere) con i soli numeri di quella maggioranza parlamentare uscita vincente dalle elezioni, senza mediazioni e compromessi fra partiti e gruppi parlamentari.
Il modello pensato, per intenderci, era quello dei Comuni e Renzi si pensava, già, come il Sindaco d’Italia ma ciò non sarà più possibile…..
Bene? Male?
Ora non ha più molta importanza rispondere a questa domanda, perché in futuro questo modello, dopo il chiaro voto popolare, lo credo impossibile da riproporre.
Dunque?
Beh, Renzi dopo la battosta si è mosso bene, sul piano personale, dando le dimissioni da Premier e rimanendo alla guida del PD come segretario ma certamente nel dare il suo via libera ad un governo “fotocopia” non ha saputo (o potuto) dare il meglio della propria lungimiranza politica.
Io tra fotocopia ed originale preferisco, sempre, l’originale.
Certo io non ho motivi particolari per essere contro Gentiloni ed il suo Governo ma credo che prima si torna a votare e meglio è.
Meglio per il Paese, meglio per il PD e meglio per Renzi.
Si deve tornare a votare con un nuovo sistema elettorale, che probabilmente sarà più proporzionale e ciò rideterminerà la centralità del Parlamento nel formare coalizioni di governo capaci di essere efficienti e durare nel tempo.
Viene da domandarsi: è quello che si voleva?
Non so rispondere con assoluta precisione ma tant’è.
Si tratta, insomma, di un piccolo salto indietro, coerente con il voto popolare al Referendum, rispetto al quale non mi aspetto di vedere persone cospargersi il capo di cenere ma certamente avrò poca disponibilità a tollerare il vittimismo di chi si lamenterà di un sistema ingessato o del solito teatrino della politica e magari anche dell’assenza di Riforme istituzionali.
Insomma con l’anno nuovo vivremo un’altra storia politica rispetto a quella degli ultimi anni e come al solito chi avrà più bel filo farà la tela più bella!

PS Intanto il Governo fotocopia si muove in continuità con quello di Renzi (perfino nei sottosegretari) e forse non poteva essere diversamente, visto che il fronte del NO era davvero un’accozzaglia politica che non aveva idee e progetti in comune se non quello di mandare a casa Renzi, operazione riuscita ma al prezzo di avere un sberleffo di nome Gentiloni!!