Domenica 25 maggio si vota per le Europee ma non solo e votare conta!
La crisi non è ancora passata, la disoccupazione è livelli mai raggiunti e le famiglie fanno fatica a tirare avanti…….. anche le imprese (quelle piccole e medie) non hanno ancora ripreso la produzione a pieno mentre le grandi stanno solo esportando all’estero, eppure nonostante la situazione necessiti di responsabilità ed impegno, non vedo ancora la ripresa di quella voglia di darsi da fare che ha, invece, sempre caratterizzato gli italiani dopo aver subito una grave tragedia.
In più nessuno nutre ancora fiducia nella politica!
Così assistiamo (anche un pò voyeristicamente) a critiche ed insulti verso la classe politica (a volte con giustificazioni), vediamo tante contestazioni di piazza e siamo certi di una rabbia crescente nel Paese ma tutto ciò non basta a cambiare le cose ed invertire questo negativo trend economico.
Non serve dire vota per noi così li mandiamo tutti a casa, serve dire cosa si vuol fare al Governo ed insieme a chi si è disponibili a farlo, perché se poi non si raggiunge da soli il 51% dei voti, quei consensi sono in freezer.
Non serve solo protestare e fare dell’ironia o peggio insultare, per poi prendersi il merito di aver dato uno sbocco legittimo alla rabbia sociale, perché quando si agitano gli animi e si strumentalizzano gli argomenti non si fa un buon servizio alla verità ed al Paese.
Non serve infine dire “io non voto” me ne sto a casa e guardo che succede, tanto sono tutti uguali, non serve perché quando la casa del tuo vicino brucia col rischio che l’incendio avvampi tutto il quartiere dove vivi, ti conviene sporcarti le mani e darti da fare!
Dunque serve votare per cambiare l’ Europa e dare forza alla nuova fase di cambiamento che il Paese, grazie al governo Renzi, si appresta a vivere.

Credo che le elezioni Europee, purtroppo, non siano sentite più di tanto, nonostante la loro rilevanza per il nostro futuro ed ancora di più per quello dei nostri figli. Questa che è terminata è stata una campagna elettorale molto dura e combattuta, anche sopra le righe della correttezza. Penso che anche a causa di ciò, la partecipazione popolare potrebbe non essere all’altezza delle sfide che questo appuntamento sottintende; sfide che invece sono molto importanti.

La prima sfida è quella che voglio chiamare: PIU’ EUROPA!
La sfida sta nel dare un voto utile a far sì che le politiche del rigore e dell’ austerità, portate avanti da 10 anni di leadership europee, di centrodestra, possano essere cambiate a favore di nuove politiche più attente allo sviluppo ed alla coesione sociale. La medicina proposta da chi vuole uscire dall’Euro è veramente un pericolo per l’Italia che perderebbe la competitività delle imprese, per il popolo italiano che risulta essere esposto più di altri alle tempeste finanziarie a causa del debito elevato che abbiamo ed infine per i nostri risparmi che perderebbero di valore. L’ Italia ha bisogno di stare in Europa e di spostare l’asse delle strategie europee verso il sud Europa, promuovendo una maggiore tutela all’autenticità dei prodotti di qualità, favorendo una nuova politica agricola incentrata sui territori e non sulle produzioni, incrementando le scelte “in comune” circa la necessità di dare vita ad un esercito europeo ed affrontare insieme il problema dell’ immigrazione ed infine per dare più democrazia all’ Europa con meno tecnocrati e burocrati e più partecipazione politica. Per queste ragioni il voto dato a chi non vuole stare in Europa od a chi non raggiungerà il quorum necessario ad avere rappresentanze, è un voto sprecato.
La seconda sfida è quella che chiamo: TUTTI UGUALI!
La sfida sta nel riuscire a dimostrare che nel Paese c’è bisogno di buona politica e non di forme protestatarie qualunquistiche e demagogiche. Alla mera protesta, alla facile ironia che sconfina spesso nell’insulto, servirebbe una risposta di tutta quella gente che sente forte il dovere di fare qualcosa di responsabile per cambiare le cose che non vanno; partecipare anziché ripiegarsi in uno sterile voto autoreferenziale. Lo dico perché penso che un Paese non lo si cambia da “soli” (a meno che non si pensi a sistemi monocratici) ma lo si può e lo si deve fare insieme a tutti quelli che condividono la speranza e la voglia di rinnovamento e di riforme. Questa è la politica confrontarsi, discutere, condividere e mediare tra le diverse idee per trovare una soluzione migliore funzionale all’interesse generale. Quindi il voto dato a chi non vuole fare politica mi sembra francamente una sciocchezza.
La terza sfida è quella che chiamo: TANTO PEGGIO, TANTO MEGLIO!
Queste elezioni contengono una sfida di politica interna, una sorta di test referendario tra Renzi e Grillo. Questa lettura è essenziale e molto cinica ma sicuramente vicina alla verità. Da una parte c’è chi (il M5S) non vuole guardare a quanto è stato fatto (concretizzato o iniziato) in questi primi cento (quasi) giorni di Governo, negando l’evidenza e dall’altra parte c’è Renzi che definisce gufi, tutti coloro che sperano che non si riesca a fare niente di positivo, per poter dire che devono tutti, andare a casa. In questo senso il voto diventa importante per una chiara dimostrazione di quello che il popolo italiano vuole. Penso che se il M5S di Grillo dovesse superare il PD di Renzi, Matteo dovrebbe dimettersi da Presidente del Consiglio e chiedere le Elezioni per far scegliere agli italiani da chi vogliono essere governati. Questa nuova fase politica di cambiamento iniziata con Renzi, non può dare la sensazione di essere attaccata alle poltrone e di voler tirare a campare nella poca chiarezza. Quindi per non buttare a mare quanto fatto e quanto proposto, serve un voto che sappia premiare la strada del cambiamento.
La quarta sfida è quella che chiamo: OCCHI APERTI!
Questo turno elettorale contiene anche una sfida interna al PD. Le voglie di rivincita di tanti personaggi e di qualche componente, rispetto al segretario Matteo Renzi, sono tante e dunque vedo il pericolo di qualche sgambetto o di qualche atteggiamento disinteressato. Eppure Renzi ha dimostrato, quando perse le primarie contro Bersani, come ci si deve comportare per essere persone serie e responsabili. Non si può far finta di essere democratici e poi non accettare (fino in fondo) il risultato dell’esercizio democratico operato con primarie ampiamente partecipate. Stiamo parlando del segretario del PD e premier del Governo italiano che è impegnato fino in fondo a far sì che il PD, possa aver un buon risultato, superiore al 30%, a cui non si può chiedere di guardarsi dal fuoco amico. In questo senso il voto serve anche a rafforzare, nel PD, la segreteria Renzi attraverso la scelta di candidati nuovi e credibili.
La quinta sfida è quella che chiamo: PER ANDARE AVANTI!
Questo voto dimostrerà se il Paese ha il coraggio di andare avanti con nuova moralità e consapevolezza dei sacrifici da fare, oppure se gli italiani, per paura del futuro incerto, preferiscono affidarsi alla tentazione dell’uomo solo al comando “taumaturgo di turno”. Siamo ancora davanti alle solite ricette della moderazione e del liberalismo offerte dal centrodestra, alla conservazione del tutto e poco della sinistra od al nuovo minestrone populistico proposto da Grillo con un mix di cose che vanno bene per fare show ma non possono stare insieme in un programma di Governo. Serve dunque un voto capace di fare chiarezza e dare prospettive certe e non di rifermare il Paese in attesa di una eventuale ripartenza.

Per questi motivi anche chi come me è convinto della necessità di superare il sistema dei Partiti ed è convinto che a livello locale la politica debba aprirsi al contributo dei movimenti e delle associazioni e non essere gestita dai soli iscritti al Partito, penso debba riconoscere che queste elezioni sono più importanti di quanto si creda e che in virtù di questa affermazione è doveroso andare a votare, opportuno scegliere di votare per il PD di Renzi e dare la preferenza a quei candidati come la DANTI e BONAFE’ (nel nostro collegio di Centro) che bene conoscono i nostri territori e sono impegnati a sostenere il cambiamento del Paese e dell’ Europa.
Io voglio fare qualcosa per l’ Italia e vado a votare…. PD!