Non mi convince l’idea che l’appuntamento elettorale amministrativo dei prossimi mesi sarà solo un fatto locale e, dunque, lontano dalla prospettiva politica, futura, del nostro Paese. Lo dico subito e prima, perché altrimenti poi (cioè a risultato avvenuto), si rischia di passare per coloro che appartengono alla categoria “del senno di poi”.

Ritengo che il prossimo voto sarà importante per verificare se l’ascesa dei grillini sia inarrestabile, se il PD ha cambiato marcia, se la Lega ha prospettive di governo ed infine se la partecipazione al voto continuerà ad essere lo specchio della sfiducia dei nostri concittadini verso la politica o meglio verso la classe dirigente (politica, economica, giornalistica).

Così, in questo senso, il voto locale avrà significato e non solo ricadute, sulla politica nazionale.

Ecco perché credo che le prossime elezioni, per il centrosinistra, vadano vissute con grande responsabilità, da parte di tutti ed anche con spirito unitario nel PD. Invece vedo ancora un atteggiamento che tende ad accentuare le differenze (che spesso provocano le conseguenti divisioni) come se queste fossero il prodromo di un qualche successo elettorale. Successi eventualmente effimeri, cioè delle vittorie di Pirro che non porterebbero alcun frutto alla capacità di affrontare meglio i problemi del nostro Paese, se non un aumento del potere contrattuale di qualche forza politica minore. Ma deve essere chiaro a tutti che dalle divisioni del centrosinistra godono solo il qualunquismo del M5S ed il populismo della Lega Nord, quindi è giunto il momento di rinunciare a qualche tratto distintivo per ricercare le ragioni dello stare insieme, attorno ad un programma condiviso e concreto di governo delle città e del territorio.

Questa, almeno per me che in qualche modo ho vissuto l’arroganza della maggioranza e la fatica di una divisione, deve essere la priorità del centrosinistra su scala nazionale; l’impegno dei Partiti più grandi e delle maggioranze di Partito ad essere aperti ed inclusivi verso i Partiti minori e verso le minoranze interne che, però, a loro volta, non possono essere pregiudiziali ed indisponibili. Riformulare una strategia ed una prospettiva per il centrosinistra italiano, a partire dalle Amministrazioni dei territori locali, deve essere il nostro obiettivo comune al di là della legge elettorale nazionale.

In questa direzione la vicenda di Carrara e del rischio di consegnare il governo di quella importante (e simbolica città) ad altre forze politiche, deve essere vissuta con grande attenzione e responsabilità. Penso che il PD abbia fatto bene a rivendicare la candidatura a Sindaco ed altrettanto legittimamente abbia individuato il nominativo di una persona (seria e competente) per quella prestigiosa e difficile carica pubblica ma …..

Ma a Carrara il PD da solo non può vincere ed allora bisogna riformulare una coalizione di centrosinistra capace di andare oltre la sommatoria dei Partiti e ciò si può fare solo se c’è una vera disponibilità a discutere e confrontarsi su tutte le questioni che devono essere valutate: dal programma al candidato Sindaco, dalla lista (o liste) alla prossima Giunta. Cioè se ogni forza politica mette in campo la propria responsabilità, magari rinunciando a qualcosa, senza fare imposizioni o veti, senza preclusioni, pretesti o sottovalutazioni e con un chiaro tratto di cambiamento. Per queste ragioni penso che il PD di Carrara, partito di maggioranza nel Centrosinistra locale, debba rivalutare il proprio atteggiamento verso i potenziali partner di coalizione e cercare con loro una necessaria condivisione. Non so dire con precisione cosa bisogna fare ma sono sicuro che una soluzione equa e dignitosa per tutti è possibile, basta volerlo.

Io credo ancora nelle primarie come tratto distintivo di una politica aperta per la scelta del candidato ad una carica monocratico (senza nascondermi alcune evidenti storture e difficoltà che vanno superate) e pertanto raccomando a Carrara, come ad Aulla,  di valutare seriamente questa ipotesi “popolare” prima di rinunciarvi ma comunque a Carrara come ad Aulla, si scelga, soprattutto, il metodo, il programma e le persone che uniscono il Centrosinistra!!!

NB Se poi il Centrosinistra locale non è in grado di trovare una soluzione adeguata pensiamo a soluzioni nazionali che superino il localismo/personalismo e ci garantisca comunque un indispensabile successo elettorale.