Quando le cose non vanno bene è difficile capire quella sia il confine tra una situazione patologica “che viene da lontano” ed una situazione che ha cause solo o prevalentemente, locali. A me pare che sul nostro territorio le cose non vadano bene per la chiara mancanza di una condivisa strategia politica, che (senza cercare le colpe specifiche) deriva da un susseguirsi di Amministrazioni inconcludenti ed incapaci. Ciò detto resta, comunque, il fatto che in Lunigiana si vive un periodo di grave crisi economica e sociale con l’aumento dei bisogni primari a cui la risposta (pur importante) del volontariato appare insufficiente. Non so se lo sapete ma sono sempre più numerosi coloro che si rivolgono alle porte dei Sacerdoti per chiedere aiuto. In questo quadro l’approssimarsi delle elezioni amministrative, dovrebbe aprire una speranza, invece ciò peggiora la situazione con la ricomparsa di egoismi partitici e la riproposizione di personalismi assurdi, sempre alla ricerca di visibilità. L’arrivo di Renzi e del suo moderno modo di intendere e di fare la politica, sembra non insegnare niente, su questo territorio dove tutto procede nel solito modo. Così non si fa nulla sul dissesto idrogeologico per evitare alluvioni a seguito di nubifragi sempre più frequenti e non si fa nulla per valorizzare le risorse naturali che sono presenti sul nostro territorio.
La rinascita dopo un naufragio (per fortuna non sotto la pioggia di questi giorni), parte dal saper scegliere i buoni comandanti (i politici) della nave.

Cari concittadini pontremolesi e lunigianesi, facciamoci un giro nelle nostre aree produttive senza lavoro, nei nostri borghi tra negozi chiusi e cartelli “vendesi”, lungo le nostre strade malmesse e pericolose, oppure nelle frazioni sempre più abbandonate con pochi abitanti od infine proviamo ad entrare nelle Chiese dove i Parroci non sanno più come fare per dare risposte adeguate alle persone che chiedono aiuto e così, purtroppo, potremo toccare con mano un mondo davvero in crisi.
Una crisi dura e diversa da quella annunciata sulle TV; un crisi da economia reale vissuta dalle famiglie, giorno dopo giorno, con l’ansia di riuscire a farcela per non perdere la dignità ma così dando fondo a tutti i risparmi di una vita.
Una crisi, con le sue oggettive difficoltà, che però non sminuisce l’incapacità di valorizzare il comprensorio turistico di Zum Zeri, che non spiega lo sciempio dei soldi pubblici spesi per le terme a Montelungo e Cavezzana d’Antena, che non esenta alcuno dalle responsabilità per la mala gestione del polo termale di Equi Terme ed infine che non giustifica il continuo ricorso alla svendita delle risorse del territorio ad imprenditori esterni che arrivano per speculare e non sviluppare.
Ebbene in questa situazione la politica locale continua (purtroppo) a non perdere occasione per deludere i cittadini, dando il peggio di sé!
Siamo prossimi alle elezioni amministrative e sembra che nessuno voglia dare la voce ai cittadini, con le primarie, per la scelta dei vari candidati a Sindaco. Mi domando com’è possibile che si possa pensare, ancora, di fare le scelte coi veccchi metodi della partitocrazia?
Siamo alla vigilia, dicevo, delle elezioni comunali e siamo ancora alle solite logiche di liste realizzate solo fra accordi (accordicchi!!!) fra i Partiti, senza alcun ragionamento sui programmi e le scelte da fare nell’interesse generale. I programmi vengono, sempre, sucessivamente alle scelte degli uomini e questo è sbagliato!
Siamo davanti ad una riforma istituzionale che abroga l’Ente Provincia e la sostituisce con una Unione dei Comuni, d’area vasta, presieduta da un Sindaco che si occuperà di poche e precise funzioni e noi siamo ancora senza una strategia politica per la ripresa ed il rilancio del nostro territorio. Il territorio è in difficoltà ma anziché ragionare su come dovremo governare questo territorio nei prossimi anni, assistiamo a convegni utilizzati per fare passerella e lanciare ricandidature.
Siamo un territorio che vede sempre più scemare il livello di servizi pubblici essenziali nonché la loro efficienza e qualità, sia in campo scolastico che sanitario, sia in campo dei trasporti che in quello sociale, eppure ogni politico locale pensa solo al proprio giardino sottocasa, senza comprendere che bisogna fare massa critica dei bisogni ed orgnaizzarsi per una gestione razionale infracomunale. L’Unione dei Comuni della Lunigiana, in questa forma (imposta dalla Regione), è una risposta sbagliata e dovrebbe essere rivista per aree più ristrette ed omogenee, anche in vista della riforma della Provincia, dove i Comuni maggiori rischiano di farla da padrone.
Siamo anche al ridicolo quando leggo di critiche alle società pubbliche come GAIA, il CERMEC e l’ATO RSU, da parte di importanti personaggi politici che ricoprono cariche istituzionali, mi viene da dire bene ma poi pensandoci bene : male. Male perché queste persone sono le stesse che hanno dato vita a queste Società ed Enti pubblici, senza vigilarne la gestione e condizionandone la vita attraverso la nomina dei vari amministratori, dunque ne sono responsabili. E comunque, a ben pensare, manca anche il Consorzio di Bonifica che è veramente partito male e si prospetta come un Ente utile solo ai territori ed ai gruppi economici più forti.
A Pontremoli siamo davanti al niente di un Comune che si è rimangiato ogni proposta (per altro sbagliate) e che a due anni dalle prossime Elezioni, si presenta con un evidente declino della città e dell’intera comunità locale senza che sia stata tracciata una strada da percorrere per invertire una tendenza che la perdita del Tribunale ed il declassamento dell’ Ospedale sta accentuando. In questo senso, nonostante qualche segnale positvo (ad intermittenza) arrivi dal PD, non si vedono quel salto di qualità nella proposta politica ed in quella programmatica su cui confrontarsi con tutti, per andare oltre i Partiti e gli schieramenti così da fare squadre di governo capaci e responsabili che affrontino i problemi con decisione e coraggio. Serve ad esempio che Cittadini per Pontremoli, in questo senso, vada oltre la positiva opposizione e si proponga nel ruolo di stimolo e coordinamento delle diverse sensibilità e movimenti che sono presenti nella società pontremolese.

Cari lettori, il mio non è disfattismo ma critica per le tante cose che non vanno sul nostro territorio; un territorio con grandi opportunità che troppo spesso mi appare come “un mare sparso di relitti a causa di un enorme naufragio”.
Un naufragio causato dai tanti Schettino che ci governano “eterodiretti”!!!