Dopo questa sentenza il tasso di incertezza politica aumenta ma di una cosa possiamo essere certi, nulla, nella realtà politica italiana, sarà più come prima.
Berlusconi non può più essere considerato un perseguitato e con questo dimostra di essere un “cavaliere” come tanti e non uno “special man”
A questo punto ognuno faccia la propria parte responsabilmente, senza cedere a speculazioni demagogiche inutili ed anche dannose per il Paese.
Per tutto il resto, se le vicende di questi anni siano state positive o negative, sarà, al solito, la storia a dirlo.

Berlusconi condannato, in Cassazione, a 4 anni per frode fiscale.
Questo è un fatto che sancisce in maniera definitiva la colpevolezza dell’imprenditore Berlusconi.
La presunta persecuzione giudiziaria s’è dimostrata infondata!
I magistrati hanno fatto bene (almeno in questo caso) il proprio lavoro, riuscendo a dimostrare che esiste una responsabilità di Berlusconi (indipendentemente dal fatto che non ricoprisse più incarichi in azienda) rispetto ad una gestione furbesca ed illegittima del gruppo televisivo Mediaset, al punto che i giudici di cassazione lo hanno condannato per una somma contestata di 7 milioni di euro, quella non coperta da prescrizione.
Per altro la Corte è stata oculata e misurata anche nel rinviare in Corte d’Appello la parte, della precedente sentenza, che riguardava l’interdizione dai pubblici uffici.

Ciò detto, è chiaro che a questo punto nessuno potrà più affermare che Berlusconi non è mai stato condannato (a differenza di Andreotti) e dunque nessuno potrà più considerarlo vittima di una crociata etica operata nei suoi confronti, per ragioni politiche.
I fatti inoppugnabili, che la difesa ha contestato in ogni modo e con diverse strategie, hanno portato ad una condanna dell’imprenditore che in precedenza aveva già avuto una ventina di archiviazioni ed assoluzioni, oltre a 6 processi chiusi per prescrizione.
Berlusconi è oggettivamente un personaggio importante nella storia contemporanea d’Italia ma è, anche, davvero, un personaggio molto discutibile ed ormai superato.

Per questo penso che dopo la sentenza, nulla sarà più come prima.
Non lo sarà più per l’uomo Berlusconi, che dovrà scontare un anno di reclusione (tre sono coperti da indulto) probabilmente ai domiciliari, godendo di minor fama e minori affetti (interessati).
Non lo sarà più per l’imprenditore Berlusconi, che dovrà sempre di più uscire dalla logica aziendale, passando la mano ma soprattutto che non potrà più contare sopra una influenza diretta ed indiretta che gli è sempre stata garantita da una partecipazione alla politica (nazionale ed estera).
Non lo sarà per il Berlusconi politico, che dovrà stare al palo e non potrà più ricoprire per anni incarichi istituzionali (non credo infatti alla grazia e penso che altre condanne siano prossime).
Non lo sarà più per il berlusconismo, che dovrà farsi una ragione dell’insofferenza popolare verso alcuni modi di fare sopra le righe e verso una gestione personalistica del potere.
Ma non è finita.
Non lo sarà più per il Governo Letta, che dopo questa sentenza vede compromessa la propria stabilità per ovvie ragioni di interessi particolari che sono sbagliati ma comprensibili.
Non lo sarà più per la giustizia italiana, che, senz’altro, è destinata ad essere riformata secondo una logica che la renda più efficiente, meno dogmatica e meno protagonista.
Non lo sarà più per la politica italiana, dal centrodestra che inevitabilmente dovrà uscire dalla logica leaderistica (almeno dopo un primo periodo di difesa ad oltranza) ed avviarsi ad una nuova fase politica di costruzione di un “vero” partito più (direi) credibile, al centrosinistra che dovrà superare la logica della coalizione “contro“ per passare ad una proposta concreta e positiva.
Non lo sarà più per il PD, che sarà chiamato a fare il proprio Congresso per definire uomini ed idee che possono ammodernare il Paese e dare un futuro migliore all’ Italia, senza perdersi dietro a definizioni politologiche del secolo scorso.

In definitiva dopo questa sentenza si potrebbe passare della seconda alla terza Repubblica!
Vanno sospese le polemiche tra coloro che sono pro o contro Berlusconi e sperare che la maggioranza dei nostri concittadini condividano la tenuta dell’unico Governo possibile.
Certo la strada per questo passaggio non è ancora sicura e tanto meno facile ma, data questa situazione favorevole (la debolezza del PD e la chiusura del berlusconismo), credo sia il momento di pensare ad affrontare in modo serio la crisi politica, economica e sociale che investe l’ Italia.
Il centrosinistra ed il centrodestra hanno l’occasione, al di là delle sentenze, di dimostrare che hanno a cuore solo il bene dell’ Italia, ecco perché è bene (come fa Renzi) non commentare le sentenze.
Evitiamo, allora, di aumentare la precarietà degli italiani, e l’instabilità istituzionale, allontaniamo dal PD le chimere di una sinistra faziosa e le malsane proposte di Vendola che chiede di far cadere il Governo Letta e sfidiamo, invece, il PdL a dimostrare che ha a cuore la sorte del nostro Paese.