Le elezioni sono terminate e per me è stata una notte difficile (non lo nascondo) vedere quei risultati.

La frase/commento che mi rappresenta è: non ci resta che piangere.

Non resta che piangere al PD che ha subito una sconfitta pesantissima ed ora è chiamato a riflettere sulle motivazioni del voto e sulle conseguenze del voto.

Non resta che piangere a Forza Italia che ha subito una chiara sconfitta aggravata dal netto sorpasso della Lega e dalla inevitabile candidatura a premier di Salvini, nonostante il centrodestra sia arrivato primo alle elezioni.

Non resta che piangere per l’evidente paradosso di un turno elettivo che non consegna al Paese la certezza di un Governo, capace di una propria maggioranza parlamentare (ed allora viene da pensare che le abbiamo fatte a fare queste votazioni).

Non resta che piangere a quei cittadini che lusingati, ammaliati da promesse mirabolanti oggi hanno il timore di non avere alcuna risposta concreta alle loro aspettative e magari vedranno un Governo sostenuto da chi cambia casacca (mi domando come possono ricorrere a ciò i grillino che si sono sempre dichiarati per il vincolo di mandato ed hanno messo penali a chi dalle loro fila cambiasse idea ed appartenenza).

Non resta che piangere agli elettori di sinistra (quella dura e pura) che si sono contati e mettendo insieme tutte le varie sigle non arrivano lontanamente alla doppia cifra.

Non resta che piangere a Renzi che ha disperso una fiducia ed un consenso mai raggiunto prima (il 40%) ed oggi si trova nella ingiusta posizione di essere il capro espiatorio di ogni errore del PD e non vede riconosciuti i meriti del suo Governo, che, grazie ad alcune riforme, ha rimesso in moto l’Italia.

Non resta che piangere a noi, elettori e militanti del PD, che ci dovremo subire e sopportare un governo di centrodestra o peggio ancora pentastellato e non ci può consolare il fatto che alla nostra sinistra si sia andati altrettanto male.

Non resta che piangere alla Provincia di Massa Carrara che si è consegnata al centrodestra con l’elezione della Bergamini di cui non avremo più alcuna traccia (lo dico per esperienza rispetto a situazioni analoghe avvenute nel centrosinistra), speriamo che i due eletti nel PD, residenti nel nostro territorio, sappiano essere presenti.

Ho scritto su Facebook che questi risultati sono stati uguali ad una “gelata” che colpisce tutti, provocando danni all’ambiente ed alle persone ed infatti i danni politici stanno per iniziare e ne vedremo (ahimè) le conseguenze….

La prima conseguenza sono state le dimissioni di Rienzi; dimissioni che stanno provocando nel PD il solito guazzabuglio di voci e strepiti, l’uno contro l’altro, senza che ciò possa portare ad alcuna prospettiva ragionevole.

Non ci sono teste da far cadere per ripicca, o vendette da consumare sull’altare dei mass media, ma l’inevitabile apertura di una nuova fase congressuale che porti naturalmente ad un nuovo segretario ed una nuova dirigenza, nel segno, però, della continuità di una linea politica riformista, ancorata ai valori di riferimento del PD.

Dobbiamo capire i motivi di questo voto, analizzare le ragioni della sconfitta e ricominciare a fare politica sui territori più che in televisione, evitando di scaricare ad altri la colpa dei nostri errori (che ci sono stati), perché in democrazia non è mai colpa del popolo qualunque sia stata la sua espressione.

Certo il risultato è stato deludente e quindi non si può far finta di niente ma bisogna procedere con calma e senza dividersi ulteriormente, soprattutto sarebbe incomprensibile ed irrazionale, immaginare eventuali aperture verso il M5S che ci ha offeso e denigrato in tutti questi anni.

Si dice, infatti, che: la gatta frettolosa, partorisce gattini ciechi.

E purtroppo anche i ciechi piangono!