Il prossimo 11/6 ci saranno le elezioni amministrative per circa 1.000 Comuni italiani (quattro anche in Lunigiana) ed il test sarà importante, per comprendere il “sentiment” degli italiani verso la politica, in generale, e verso i Partiti, nello specifico.

Certo in molti Comuni non ci saranno liste di Partito ma rassemblement, più o meno omogenei, sotto insegne civiche, però tra il voto delle città e l’appartenenza dei Sindaci eletti ad un certo schieramento, avremo gli elementi per poter sapere qual è l’opinione prevalente tra i cittadini/elettori.

In questo turno, dove si vota ancora col maggioritario, qualunque sarà il risultato, almeno non ci saranno inciuci ma la corsa verso le elezioni politiche anticipate potrebbe ricevere (purtroppo) un impulso decisivo.

In questo quadro a me pare che il PD sia in evidenti difficoltà a causa delle altrettanto evidenti e dannose divisioni del centrosinistra. Basta prendere in esame due grandi Comuni, a noi vicini come La Spezia e Carrara, per comprendere cosa intendo dire. La mancanza di un senso forte di comunità a scapito del riconoscimento di una leadeship (legittima ed autorevole), crea fratture tra le persone e divisioni che sfociano in candidature alternative. In questa sede non m’interessa stare a definire le responsabilità di uno o dell’altro ma è certo che in questo modo rischia di rimetterci chi ha più da perdere, cioè il PD.

Un PD, che probabilmente non vincerà nemmeno a Parma nonostante le primarie abbiano indicato Paolo Scarpa come il candidato da proporre ad una città in crisi; città che però sembra preferire ancora, il sindaco uscente Pizzarotti.

A La Spezia la candidatura di Lorenzo Forcieri rischia di mettere in difficoltà l’elezione di Paolo Manfredini (scelto dal PD ma senza primarie) a sindaco della città, anche per il fatto che il centrodestra ha comunque saputo scegliere un buon candidato in Peracchini (ex segretario provinciale della Cisl). Perdere La Spezia in questo modo (com’è stato per la Liguria) sarebbe uno smacco politico insopportabile.

Anche a Carrara per non avere voluto fare le primarie, il PD si è gravemente spaccato, dopo che il Partito locale aveva scelto Andrea Vannucci, e ciò è avvenuto a causa di una evidente incapacità del gruppo dirigente di sedersi ad un tavolo comune per ricercare una soluzione condivisibile da tutti (e le possibilità, francamente, c’erano). Oggi non so dire cosa succederà a Carrara ma se dovesse vincere al secondo turno il candidato del M5S, con l’aggravante che lo sconfitto tra Vannucci e Zanetti non dovesse dare chiare indicazioni di sostegno verso l’altro, dimostrando così di non saper scegliere il male minore, ci troveremo oltre al danno le beffe di un clamoroso autogol. In ragione di tutto questo ritengo che sarebbe sbagliato rinviare, dopo il voto (qualunque sia l’esito) un radicale ricambio della classe dirigente locale, evitando il protrarsi di rancori e pseudo rivincite.

Una situazione simile a queste due realtà si è verificata anche a Licciana N, dove il passo indietro di Manenti non è stato vissuto dal centrosinistra come l’occasione giusta per avviare, con coraggio, un nuovo corso che sapesse confermare quanto di buono era stato fatto ma allo stesso tempo rappresentasse un cambiamento orientato al futuro. Sia chiaro il problema non è il candidato Barbieri di per sé ma la sensazione che basare la lista e la campagna elettorale sulla continuità sia stato sbagliato ed abbia così offerto l’alibi ai malpancisti (incontentabili) della sinistra per fare una lista autonoma e pericolosa ai fini della vittoria per il centrosinistra.

In Lunigiana, data per scontata la vittoria del centrosinistra con la riconferma di Novoa a Mulazzo, restano le partite aperte di Aulla e Zeri dove Valettini e Petacchi concorrono per la carica di Sindaco contro la frammentazione politica di Aulla e contro l’arroganza di Pedrini (un sindaco qualunquista che ha ridotto Zeri al lumicino). Ad Aulla, dopo il commissariamento del Comune andato in crisi, il PD ha saputo scegliere all’unanimità il proprio candidato sindaco nella persona esperta e competente di Roberto Valettini; una competizione quella aullese, che va oltre gli schieramenti nazionali nella ricerca di una prospettiva chiara di rilancio socio/economico per una comunità che non ha ancora saputo riprendersi dopo l’alluvione. Valettini e la sua squadra possono rimettere Aulla in rete con le altre realtà istituzionali ed attuare un programma di governo chiaro e partecipato. A Zeri dopo le diatribe tra la minoranza consiliare uscente (Cittadini per Zeri) ed il PD, è stata trovata una seria soluzione alternativa a Pedrini ed al suo centrodestra; Petacchi ha preparato una lista ed un programma amministrativo all’insegna del cambiamento rispetto al passato, a partire dagli uffici comunali e dalla revisione del bilancio ed infine puntando sul rilancio economico del territorio.

Insomma questo turno elettorale sarà importante sia a livello nazionale che per il nostro territorio, anche in vista delle annunciate elezioni politiche d’autunno. Elezioni che torneranno ad essere proporzionali e dunque che ridaranno valore ad una organizzazione territoriale basata principalmente sui Sindaci.

Proprio in questo senso nasce l’affermazione del titolo; tutti gli errori (cioè il male), non vengono solo per nuocere ma possono essere l’occasione per imparare ed evitare di ripeterli; così ad esempio vorrei sperare che i prossimi candidati PD nei nostri collegi elettorali, fossero scelti con le primarie e non imposti dall’alto.

Allo stesso modo dobbiamo imparare a bandire le “fakes news” che circolano sui social media e che vengono preparate ad arte per suscitare clamori e, molto spesso, per diffamare alcune persone impegnate direttamente o meno in politica. Mi dicono alcuni amici che anche sopra un certo sito locale (che non cito per non pubblicizzarlo) gestito da un personaggio squallido (già condannato), conosciuto per essere uno  sciacallo, appaiono ciclicamente (ed in occasione delle elezioni, sempre) alcune storie trite e ritrite (già a sentenza) che però vengono aggiornate, grazie a qualche amico “occulto ma riconoscibile”, con altre storielle a metà tra il fantasy e l’horror. Purtroppo c’è spazio per tutti, anche per chi non lo meriterebbe ma evitiamo la curiosità e facciamo cadere nel nulla parole rancorose ed inutili in quanto prive di ogni fondamento.

Allora, in conclusione, speriamo davvero che il turno elettorale serva da lezione e che nel prossimo periodo la politica cambi passo…..

E’ finito il tempo del maggioritario e forse anche del Partito a vocazione maggioritaria, continuare a fare come se nulla fosse è sbagliato, dobbiamo puntare, invece, a ricostruire una centrosinistra (sotto forma di una coalizione plurale) riformista e più sociale, che persegue lo scopo di uno sviluppo socio/economico sostenibile.

 

PS  “Colui che predica la morale limita di solito le sue funzioni a quelle d’un trombettiere di reggimento, che dopo aver sonata la carica e fatto molto rumore, si crede dispensato di pagar di persona”.
Scritto da Charles Lemesle, “Misophilanthropopanutopies” (1833)