La mia non è una fissazione (anche se ho scelto Renzi fin dalle primarie del 2012 contro Bersani), la mia è una convinzione della necessità di cambiamento.
Serve una svolta e la misureremo con le azioni del Governo, azioni concrete e risolutive e non con le polemiche sul sottogoverno.
Serve un cambio di passo per il PD e per l’ Italia e la misureremo con l’affermarsi di una leadership che deve ancora dimostrare le proprie capacità ma che, intanto, è scaturita dai consensi di tanti cittadini che hanno partecipato alle primarie.
Il mio non è un innamoramento, il mio è un ragionamento freddo che individua, solo in Renzi (per ora) l’uomo in grado di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e politica, basato sulla richiesta del voto per vedere realizzare un programma preciso e chiaro.
Renzi non è e non sarà l’uomo della provvidenza od il taumaturgo che risolve tutti i problemi ma ha deciso di mettere la faccia in una sfida (difficilissima) in cui ha tutto da perdere e questo, ai miei occhi lo rende ancora più simpatico di prima.
A chi dice Renzi semplifica troppo, rispondo che può essere vero ma lui è veloce e per questo può sembrare che non approfondisca ma attenzione ora la parola fine su queste valutazioni la darà il suo Governo.
Certo che la vicenda Nardella fatto dimettere da ViceSindaco per mandarlo in Parlamento e poi fatto dimettere da Onorevole per rimandarlo a Firenze a fare di nuovo il ViceSindaco (in attesa di candidarsi a Sindaco) dopo aver mandato la Saccardi (che era ViceSindaco) in Regione a fare il VicePresidente, mi sembra un errore e troppo da vecchia politica! Per fortuna c’è tempo per dimostrare che qualche “inciampo” non compromette la volontà di realizzare un vero progetto di cambiamento.
Farà bene, avrà ancora il mio consenso, farà male lo manderemo a casa, senza problema alcuno e senza alcun tentennamento per difendere qualche posizione.
Questa è la democrazia dell’alternanza.

Il Governo è stato fatto ed ora inizia a lavorare. Parlo del nuovo Governo italiano, il primo governo Renzi!
Un governo largamente nuovo nelle persone e nei programmi ma non nella formula politica.
Un Governo che nasce come non avrei voluto ma anche una necessità per il Paese.
Dispiace dirlo ma il governo Letta era fermo, non riusciva a dare la sensazione ai cittadini, del pur buon lavoro svolto, ma non era solo un problema di comunicazione bensì di leadership.
La leadership è quel qualcosa in più che hanno alcuni politici che sono capaci di farsi interpreti dell’opinione prevalente e sono in grado di rendersi credibili anche quando fanno affermazioni su cui si può, legittimamente, dubitare.
Enrico Letta è davvero un buon politico con grandi competenze mentre Matteo Renzi è davvero un leader politico capace di suscitare emozionie e raccogliere consensi.
Certamente la corsa delle primarie per Matteo Renzi era finalizzata alla conquista della Presidenza del Consiglio dei Ministri ma sono convinto che pure lui avrebbe preferito ottenere una investitura grazie ad una chiara vittoria elettorale, invece ha dovuto (dovuto!) accettare una sfida complicata ma irrinunciabile per chi vuole (forse anche con un po di presunzione ma certamente con coraggio) cambiare l’ Italia.
Dovuto dicevo, perché il Presidente della Repubblica glielo ha chiesto espressamente, perché gli alleati lo hanno responsabilizzato, perché nel Partito lo ha spinto in queslla direzione perfino la minoranza di Cuperlo ed infine perché quando la sorte del Partito che guidi, dipende dal fare o non fare di altri, beh preferisci giocare in prima persona.
Certo Matteo, ora, si gioca tutto, perché è chiamato a dimostrare di essere all’altezza della sfida che si è assunto ma sono convinto che saprà fare e fare bene.
L’ elenco delle cose da fare con le priorità indicate mi convince, credo infatti che ridurre la tassazione ed interevenire sul cuneo fiscale per ridare un po di risorse ai lavoratori ed alle imprese, sia la strada giusta, Proprio come è giusta la scelta di rifare la Legge Elettorale e la riforma della Costituzione per determinare un nuovo assetto istituzionale che però non deve essere fatto in maniera virtuale cioè ignorando quelle realtà territoriali che devono essere rappresentate adeguatamente.
Qualcuno obbietta, ipotizzando un vulnus per la democrazia Costituzionale, che non si può decidere il cambio di Governo all’interno della riunione della direzione del PD e che serviva un passaggio in Parlamento, rispetto l’opinione (azzardata sulla costituzionalità) ma sinceramente quando un Partito indica una persona per la guida del Governo del Paese esercita solo uno dei compiti che gli derivano dal fatto di essere stato scelto dagli elettori come partito di maggioranza e ricordo che non esiste la votazione per eleggere direttamente un Premier.
Per altro, in questi giorni si è parlato molto e discusso vanamente dello stile comportamentale ed oratorio di Renzi, lo trovo un esercizio molto strumentale, un chiacchericcio utile solo a chi vuole trarne tesi a suffragio di una certa idea precostituita e magari pregiudiziale.
Il governo Renzi andrà giudicato per i risultati che saprà o meno conseguire e soprattutto per la capacità che avrà di ridare dignità ad una politica che oggi (e da tempo) non gode più della fiducia degli italiani.
In questo senso penso sia giusto dire che questa è, davvero, l’ultima chanche che si gioca il centrosinistra prima di abdicare a favore dell’antipolitica populista.
Certo personalmente ritengo che il Governo sia poco adeguato a questo auspicato “nuovo corso”, in quanto vedo poca qualità e personalità che raramente brillano di luce propria e questo sarà un limite.
Non mi faccio certo condizionare, nel giudizio, dal tasso di giovanilità dei Ministri o dal numero di donne presenti al Governo, mentre un po più di attenzione (in negativo) dedico all’applicazione del manuale Cencelli nel sottogoverno.
Alla luce di ciò ritengo di poter concludere, dunque, che il Governo è, sinceramente, modesto ma credo anche che questo sia il governo di Matteo Renzi, un Goevrno di un leader politico, perciò : prendere o lasciare!
Per il lancio di questa nuova fase, in cui deve tornare la prevalenza della politica sui tecnici, in cui deve essere fatta una guerra contro quella burocrazia “invasiva”della Pubblica Amministrazione, in cui deve essere perseguito il riequilibrio sociale, avrebbe aiutato maggiormente un governo con presenza di politici “ingombranti”, di chiara rappresentatività e capacità ma non si può avere tutto.
Comunque mi rendo conto che queste “mie”, sono riflessioni un po nostalgiche ma senza polemica, fino a diventare sottigliezze “d’antan”, di chi probabilmente non capisce (fino in fondo) questo periodo storico basato sulla forte leadership e dunque sopra una chiara personalizzazione.
Effettivamente in tutti i Paesi occidentali il leader del Partito di maggioranza è il leader naturale per la guida del Governo, piacia o non piacia, è così.
Allora, in conclusione, penso che il problema del Governo Renzi non sia quello di inseguire le polemiche e le critiche presenti sui mass media, ma sia davvero quello di scandire il tempo con scelte precise e con soluzioni concrete per i problemi che vive il Paese a livelo di comunità internazionale e per quelli che vivono quotidianamente i nostri concittadini alle prese con il salario inadeguato, con le tasse alte e soprattutto con il lavoro he manca.
La durata del Governo dipenderà, sicuramente, dalla realizzazione delle riforme ma anche dalla capacità di dare quelle risposte che gli italiani aspettano da tanto tempo.
Le elezioni Europee 2014 e quelle del prossimo anno, le Regionali 2015, sono tappe che servono a verifiche importanti ma non vanno intese come appuntamenti in cui sperare nell’insuccesso del PD per avviare una resa dei conti interna che porterebbe a nuove elezioni politiche di difficile vittoria per il centrosinistra.
Peraltro voglio ricordare che questo Governo è stato possibile grazie al voto largamente maggioritario della direzione nazionale PD, un voto in cui la minoranza interna (area Cuperlo) si è schierata per la sfiducia a Letta e l’incarico a Renzi.
Come dite? Questo dovrebbe fare riflettere…..
Credo che Renzi sia consapevole del rischio che si è assunto e proprio per questo ci mette la faccia ed è determinato a fare nel modo migliore possibile!

PS Se Matteo non farà quello che ha promesso ne prenderemo atto e cercheremo un nuovo leader.
Così deve andare la vita democratica.