http://http://www.corriere.it/politica/primarie_pd/diretta-live/17_aprile_30/primarie-pd-si-sceglie-segretario-alta-l-affluenza-segnalate-irregolarita-acb357b8-2dc4-11e7-b8fc-9ab855dcd23a.shtml?refresh_ce-cp

Le primarie del PD sono terminate con il risultato ampiamente previsto: la vittoria di Renzi!

O meglio con la vittoria del popolo delle primarie che ha concesso a Renzi una seconda chance.

Si è trattato di un buon successo di partecipazione dei cittadini a questo strumento delle primarie che saranno pure imperfette ma restano l’unico modo per poter scegliere liberamente da chi si vuole essere guidati, senza che il nome sia calato dall’alto.

Quindi la prima affermazione che voglio fare è: viva le primarie.

Il voto delle primarie ha dimostrato che Renzi è senza alcun dubbio, riconosciuto come il vero (e per ora unico) leader del PD, a cui viene affidato il compito di guidare il Partito (senza pensare alle rivincite) in questa nuova stagione politica fatta di tentazione populistiche e sovraniste come risposte alla complessità ed alle disuguaglianze create dalla crisi economica, dall’immigrazione e dalla globalizzazione. Le prossime elezioni politiche saranno decisive per creare le condizioni che consentano di costituire un Governo autorevole capace di guidare il nostro Paese fuori dalla crisi con investimenti pubblici, coesione sociale e sviluppo sostenibile.

D’altronde i contendenti di Renzi hanno raccolto ben poco (nemmeno il 20% Orlando e poco più del 10% Emiliano) dimostrando di non essere percepiti dagli elettori PD come validi antagonisti per la Segreteria. Certo che, nella sconfitta, per Orlando si è trattato di un flop mentre Emiliano ha saputo andare ben oltre il risultato ottenuto tra gli iscritti, dimostrando così, di essere lui l’unico ad avere un’idea ed una piattaforma alternative alla mozione Renzi. Qualcuno denigra il risultato delle Primarie per una presunta bassa affluenza alle urne ma francamente la cosa mi sembra irragionevole in quanto si trattava di primarie per la scelta del Segretario PD e non del leader di Governo com’è stato per Prodi e per Bersani. Certo non possiamo non constatare che ci sono state 900.000 persone in meno rispetto a quattro anni fa ma nel frattempo il PD ha subito una scissione che chiaramente ha ridotto la platea di coloro che avrebbero partecipato e poi comunque, un calo fisiologico va sempre considerato.

Anche in Provincia di Massa Carrara ha vinto la mozione Renzi con il 68,46% contro il 28,64% di Orlando sostenuto dal gruppo dirigente del PD locale. Si tratta di un risultato che dopo la vittoria nei circoli, dimostra come sul nostro territorio stia soffiando il vento del cambiamento rispetto agli ultimi 10 anni di storia del PD. Questo importante risultato è uniforme da Zeri (con la percentuale più alta nei Comuni, per Renzi), fino a Montignoso, passando per Fivizzano e Carrara, e sta a dimostrare come il lavoro iniziato con l’elezione a Consigliere Regionale di Giacomo Buglioni stia dando i suoi frutti, come vedrete che sarà sancito dal prossimo congresso provinciale del PD.

Questo risultato delle primarie, che personalmente ritengo giusto in considerazione del fatto che il PD di Renzi contiene una proposta politica di centrosinistra riformista e progressista (per un Partito lib-lab), non deve esser però vissuto come la soluzione di ogni problema in quanto la vera battaglia, quella decisiva, saranno le prossime elezioni politiche (cioè le secondarie). La nuova pagina bianca, da scrivere, riguarda quelle elezioni ed occorre essere pronti.

Ai cittadini il PD dovrà parlare con un nuovo linguaggio, meno presupponente, dovrà offrire luoghi di confronto e discussione, dovrà coinvolgerli nelle scelte qualificanti del programma di governo e dovrà garantire una riforma delle indennità parlamentar, per ridurre i privilegi e riavvicinare la gente alla politica.

Concordo, poi, con Renzi che il vero avversario da battere sia, prima di tutto, Grillo ed il suo M5S in quanto rappresenta l’antipolitica ma la partita va giocata contro il centrodestra evitando di pensare ad accordi od accordicchi (anche Istituzionali a causa di una pessima legge elettorale). Per questo ritengo essenziale che il PD sappia guardare innanzitutto e soprattutto, alla sinistra di governo per costruire una coalizione di centrosinistra vincente.

Il PD non deve perdere la propria centralità di Partito aperto ed inclusivo che sceglie di rappresentare tutte le classi sociali dimostrando, si, una vocazione maggioritaria che però deve saper garantire un Governo equilibrato al Paese, attraverso il recupero del valore della concertazione.

Insomma il PD e non il PDR, nel solco dei valori popolari e riformisti che abbiamo unito in questi anni, per stare bene e fare più forte l’Europa.