Se un Partito nasce dalla proiezione di una azienda e trova nel fondatore dell’azienda stessa il leader politico profeta e taumaturgo di un populismo consumista ed un movimento nasce a tavolino, da uno che di lavoro fa il manager della comunicazione, con aziende che vivono di passivi enormi e poi mette un comico come leader di un populismo incazzato, c’è da fare gli scongiuri per il Paese in cui viviamo.
Ma vorrà pur dire qualcosa (in negativo intendo) che ogni avventura viene corsa senza alcun senso di responsabilità da un grande numero di nostri concittadini?
Siccome a me, questa storia, puzza, lo dico e mi defilo.
Non lo faccio perché sono pavido ma perché inadeguato a capire questa politica.
Allora mi ritiro sulla luna (quella della buona politica) dove non provo la sensazione di essere un marziano.
Ecco un pezzo surreale che può farci riflettere (tratto da “Una pallottola spuntata” -1988-) :
-“Drebin, non voglio che mi crei altri problemi come l’anno scorso sulla riva sud. Mi sono spiegata? Questa è la mia linea politica.”
– “Se io vedo cinque strani individui in toga che pugnalano un uomo nel bel mezzo di un palco davanti a centinaia di persone, li faccio fuori quei bastardi! Questa è la mia linea politica.”
– “Quella era la compagnia ‘Shakespeare nel parco’ che aveva messo in scena il ‘Giulio Cesare’, imbecille! Lei ha ucciso cinque attori, persino bravi!”

Avete mai provato la sensazione di essere dei marziani rispetto al mondo in cui vivete?

A me capita, ultimamente mentre assisto o partecipo, indirettamente, alla vita politica.
Ho incominciato a capirlo quando ho fatto la lista civica a Pontremoli e poi quando ho scelto Renzi, rispetto a Bersani (dopo averlo votato come segretario).
Oddio forse sono io a non essere più capace di “leggere” la politica moderna e dunque potrei anche essere un terrestre sulla luna …… sempre fuori luogo ma almeno consapevole di essere in un ambiente diverso.
Voglio dire che a miei occhi il mondo, la società, va in una direzione e la politica in senso opposto.
Ma lo fa per convenienza ed infischiandosene di tutto e di tutti.
Voglio elencare qualche situazione che mi lascia perplesso e sgomento.

Mi sembra incredibile che un leader politico condannato in via definitiva, possa essere ancora a cercare soluzioni per continuare a godere dello status di parlamentare ed avere l’opportunità, così, di candidarsi a guidare una coalizione politica che lo vorrebbe portare, di nuovo (se potesse) a capo del Governo.
La decadenza di Berlusconi è stato un inutile stillicidio di polemiche ed anche un pessimo esempio di forzature (vedasi il voto palese) ma per favore, dimettersi non è riconoscere le proprie colpe e ciò avrebbe svelenito gli animi lasciando intatte le possibilità di ulteriori ricorsi.
Ma mentre posso comprendere il senso di accerchiamento che deve vivere Berlusconi, quello che non posso sopportare sono i suoi sodali che continuano a magnificarlo in cambio di aspettative personali e lo istigano a comportarsi come un toro ferito nell’arena che attacca a testa bassa pur sapendo che la sua fine è scritta e segnata.

Mi pare assurdo poi (nel senso di poco credibile) che alcuni fieri fautori del Berlusconismo, per lunghi anni, oggi se ne siano andati per proprio conto, nel nome della stabilità di Governo e nell’interesse del Paese.
Sia chiaro il problema non è la coerenza ma la chiarezza sulle reali intenzioni di cambiamento.
Certo ogni scelta va rispettata, specie quando costa qualcosa come rinuncia, ma in questo caso non mi è chiaro quale sia il loro sacrificio che renderebbe inappuntabile la scelta fatta.
Le sirene del proprio roseo futuro (?) secondo me hanno prevalso molto di più dell’idealità.
Magari mi sbaglio ed il tempo dimostrerà il contrario, può essere, ma per ora mi sembra tutto strano.

Il PD continua a fare Primarie dopo Primarie e continua a logorarsi; il PD ai miei occhi è come un grande pentolone dove l’acqua bolle in continuazione e bolle fino a consumarsi tutta.
Le Primarie vanno bene, per amor di Dio, ed il PD deve essere un Partito aperto ma non credo che sia opportuno continuare ad utilizzare questo strumento come l’unico modo per fare partecipazione democratica e per scegliere la guida e la struttura organizzativa del Partito.
La decisione di delegare a tutti gli elettori e non solo agli iscritti, la nomina del leader del Pd fu assunta nel 2007, fu un importante segnale di apertura e partecipazione che rimase, però, isolato. Il Pd, infatti, si strutturò immediatamente con correnti interne, tessere, circoli, un contorto meccanismo congressuale e tutti quegli strumenti tipici dei partiti che lo avevano preceduto.
Le Primarie vanno bene per scegliere il rappresentante Istituzionale (Sindaco, Presidente di Regione e Premier) ma il Partito cambiamolo ed adeguiamolo ad un nuovo modello che superi quello novecentesco..
Ovunque i «contenitori politici» stentano a conservare il consenso e cresce un senso di fastidio verso quella che viene considerata una «oligarchia», separata dal proprio popolo e portatrice di privilegi ingiustificati, per questo occorre un radicale cambiamento che non può interpretarsi solo con una, pur forte, leadership.

Leggo e non capisco il senso della linea politica sostenuta da Civati in occasione delle Primarie PD.
Una linea politica tutta diritti civili ed antigoverno Letta, legittima ma fuori dal tempo, che sconfina nella demagogia tipica della sinistra e offre la sponda al Movimento 5Stelle, verso cui aspira ad essere l’interlocutore per qualche alleanza.
Non capisco come si possa essere contro un Governo che è stato frutto dell’impasse elettorale determinato dai cittadini e causato dalla indisponibilità del Movimento di Grillo ad ogni ipotesi di collaborazione. Certo il Governo potrebbe fare di più in alcune direzioni di marcia (maggiore attenzione al lavoro ed alla coesione sociale) ma la scelta di voler andare con Grillo, di Civati, mi sembra la storia di un ragazzo che dice di essere fidanzato con una bella ragazza, senza che lei lo sappia.
Il limite della sua proposta sta in una frase che cita spesso e volentieri : “non bisogna piacere a tutti, bisogna piacere a qualcuno e saperlo rappresentare”, si tratta di una frase apparentemente bella ma inutile perché se non allarghi il campo degli elettori che aspiri a rappresentare non vincerai mai le elezioni.

Quando un Presidente di Regione come quello della Toscana scende in campo direttamente a sostegno di una precisa parte politica, in vista della Primarie del PD, dimostra tutta la sua debolezza ed insicurezza circa il futuro che lo aspetta. Non condivido le motivazioni di una tale faziosa, sovraesposizione. Mi hanno insegnato che certe figure devono essere (il più possibile) super partes.
Davanti ai tanti problemi che ancora attendono risposte concrete da parte della Giunta regionale, è strano vedere un Presidente che si presta ad organizzare incontri con i Sindaci adoperando chiaramente l’appeal che gli deriva dalla propria carica istituzionale. Eppure la linea ferroviaria Firenze-Prato-Lucca-Viareggio aspetta ancora interventi importanti, l’autostrada tirrenica non va avanti, la messa in sicurezza idrogeologica del territorio è lontana da venire, con la Legge sui Consorzi di Bonifica sono stati creati delle megastrutture inutili, gli ATO proliferano e così il governo del territorio viene sottratto ai Sindaci, la sanità non è più una eccellenza e sono riscontrabili tanti debiti nella Aziende Sanitarie, i distretti industriali soffrono la crisi, la sostenibilità è solo una promessa e la dispersione scolastica in Toscana è più alta della media nazionale. Davanti a questa situazione problematica, il Presidente e la Giunta sono a preoccuparsi, invece, dei congressi locali e dei risultati delle Primarie, senza comprendere che loro, le primarie che devono vincere sono quelle del giudizio degli elettori rispetto al loro operato. Facile ma difficile, per chi è un oligarca.
Certo ognuno fa ciò che vuole ma osservo che Letta non ha preso parte per nessuno.-

A Pontremoli un’Amministrazione Comunale inconcludente e pasticciona avanza progetti e poi li ritira, dando un pessimo esempio di se stessa e facendo rimpiangere altri tempi (dove il centrosinistra era sempre e comunque all’opposizione). Or bene, in questa situazione mentre il PD prova a ricercare il bandolo della matassa politica per il futuro, attraverso il superamento di vecchie logiche e la proposta di una nuova collaborazione fra le due minoranze, accade che qualcuno pensa bene di stare in Consiglio Comunale come capogruppo del PD, senza rappresentare gli intendimenti e la linea politica del Partito locale. Assurdo ma possibile visto il particolare tipo di colla che da sempre accompagna questo personaggio sulle poltrone.
Quello che non capisco e per questo mi pare di essere un marziano anche a Pontremoli, è il comportamento di quei consiglieri comunali che, se non condividono la linea politica del nuovo PD (detto per inciso uscita stravincente da un regolare congresso), non dovrebbero fare altro, con grande dignità, che dimettersi dalle cariche che ciascuno ricopre. Questo perché loro (i due consiglieri in questione) sono stati eletti, a suo tempo, sotto le insegne di un simbolo locale dietro al quale c’era uffilcialmente il PD (come pubblicamente dichiarato) e non in una lista civica.
L’ astenersi sul voto alla mozione di sfiducia all’assessore alle Attività Produttive Crocetti è un fatto grave!

Vedete io sono un marziano perché penso che la politica si possa fare per passione, con competenza e passione, perché penso che un politico debba saper fare scelte coraggiose e non si deve tirare a campare solo per sopravvivere nel proprio ruolo mentre tutto cambia, perché ritengo che la Legge non possa essere che uguale per tutti ed il voto deve essere di tutti ed uguale per tutti, perché penso che la politica serve nella vita ma non è la vita, perché non mi piace la violenza della polemica politica ed infine perché credo nella politica per fare e non contro.
Vedete io sono un marziano perché sono un ottimista e se quella di questi ultimi vent’anni è la politica, vi chiedo di lasciarmi a passeggiare sulla mia luna.
Almeno fino a quando la politica non cambierà rispetto a quella di oggi!
Per questo domenica bisogna andare a votare alle Primarie, per avere un nuovo segretario che cambi il Partito e la politica e ci riporti sulla terra.

PS Per Matteo Renzi (e per tutti, me compreso) un aforisma di Flaiano che deve essere un serio monito : “Colui che crede in se stesso vive coi piedi fortemente poggiati sulle nuvole”.