Se il PD nazionale ha di che piangere, quello di Massa Carrara non ha certo di cui ridere, nonostante alcune fotografie sorridenti dei suoi dirigenti.

Il PD, dopo Carrara e Licciana, ha perso pure Massa e questo mette in grande difficoltà il centrosinistra provinciale Un centrosinistra che va ripensato e ricostruito, partendo da valori comuni e da un programma di Governo condiviso.

Anche sul nostro territorio, viene premiata la novità ed è per questo che anche da noi c’è bisogno di discontinuità. Discontinuità, non solo anagrafica ma di metodo e di linea politica, per questo dopo il pessimo risultato elettorale sarebbe stato corretto fare come hanno fatto Renzi e Parrini; il segretario provinciale avrebbe dovuto dare le dimissioni ed invece si accampano pseudo giustificazioni per fare finta di niente.

Un errore a cui lo stesso Manenti avrebbe dovuto porre rimedio (ed a dire il vero sembrerebbe che lui lo avesse pure pensato), poi però “ubi major”… così alla fine il vero errore lo ha commesso chi non ha voluto accettare le sue dimissioni.

Il punto, anche qui, non è ricercare un colpevole ma non aver voluto capire che le sue dimissioni avrebbero costretto il PD di Massa Carrara ad un percorso di riflessione, confronto e dialogo fra tutti coloro che hanno a cuore il PD, senza soffermarsi sulle storie personali o le appartenenze passate. Occorre mettere una pietra sopra sul passato e ripartire in modo nuovo (ecco perché Manenti, come Renzi, andava superato).

D’altronde, come insegna Mandela, quando si volta pagina bisogna lasciarsi tutto alle spalle e puntare alla riconciliazione per ripartire. Questa strada è obbligatoria e prevede lo svolgimento di un congresso straordinario da svolgere in concomitanza con quello regionale, altro che far finta di niente.

Per altro c’è davvero da ridere pensando a coloro che chiedevano le dimissioni od il commissariamento di Leri, dopo la vicenda di Carrara, ed oggi si trovano a difendere, per convenienza, un atteggiamento simile a quello che si contestava prima, ma purtroppo così va la politica fatta per gli amici.

Purtroppo ormai, nel PD, si vive l’appuntamento congressuale come il momento nel quale si conquista il potere e poi ci si preoccupa di mantenerlo, senza dare luogo ad un vero confronto sui contenuti e di dialogo tra le parti ma così facendo si ottiene il solo effetto della sostituzione di una classe dirigente con un’altra.

Così, purtroppo, è avvenuto a Massa Carrara e praticamente sono stata resi nulli lo spirito e la voglia di cambiamento che aveva portato all’elezione di Bugliani.

La realtà politica nazionale è cambiata con il passaggio dal maggioritario ad un sistema tendenzialmente proporzionale e la situazione politica territoriale è cambiata a causa delle sconfitte elettorali dell’ultimo anno, così per rilanciare il centrosinistra a livello locale serve prima di tutto un PD riaggregato attorno ad una dirigenza plurale con idee e progetti condivisi. Serve cioè, un Partito, senza divisioni, serve una guida unitaria, serve un nuovo programma/progetto per lo sviluppo sostenibile della nostra comunità ed infine una linea politica di centrosinistra (identificata per i valori che difende e promuove più che per la storia passata) che mira a costruire una forte alleanza di governo locale tra tutte quelle forze politiche e del civismo, che si rendono disponibili, senza pregiudiziali e senza autocandidature.

In questo senso dobbiamo pensare, a non restare isolati ed a scegliere il dialogo istituzionale (tramite i nostri Sindaci) con quella parte politica che vorrà e saprà confrontarsi con noi sui temi che riguardano direttamente la vita dei nostri concittadini ed il futuro delle nostre imprese.

Il PD di Massa Carrara coi voti delle scorse politiche e dopo la sconfitta al Comune di Massa rischia di perdere l’elezione del Consigliere Regionale, per invertire questa rotta non basta il presenzialismo, serve ricucire i rapporti coi dirigenti in ogni singola realtà, puntare alla riconferma ed alla conquista dei Sindaci in Lunigiana, salvaguardare l’esperienza positiva della Provincia e di Montignoso, allargare l’area del consenso a realtà associative e civiche che hanno radici culturali e motivazioni comuni con noi.

Lasciatemi però dire che un segretario provinciale che guarda all’ombelico del proprio Partito (quello che resta), senza guardarsi attorno e senza comprendere che certe assenze negli organismi, sono fatte per carità di patria e per non attivare polemiche nonostante le posizioni siano chiare e manifestate con documenti ufficiali, palesa la propria inadeguatezza e dimostra ben poca autonomia e lucidità.

Serve riprendere a discutere e confrontarsi sui servizi pubblici essenziali (sanità, scuola, trasporti), sul turismo dei borghi e del mare nonché del Distretto Turistico, sullo sviluppo sostenibile e sul marmo, sulle infrastrutture strategiche in primis la Pontremolesi, sull’ambiente da salvaguardare e la lotta al dissesto, altro che gestire il Partito per le candidature o per le nomine (peraltro sempre meno).

Queste sono le mie opinioni personali che però non si discostano molto dal comune sentire di tanti nostri elettori, opinioni che non sono caratterizzate da qualche forma di rivincita ma sgorgano dall’idea che un PD bloccato dal pensiero unico e per di più senza orgoglio e passione, rischia di essere occupato, solo, dalle convenienze e dagli interessi di coloro che lo gestiscono.

Una volta si pensava e si diceva che erano quelli dei poteri carrarini, prima, e poi quelli di Rigoni ed allora viene da domandarsi, oggi di chi?

Non aspettiamo che siano i posteri ad emettere l’ardua sentenza ma sentiamoci impegnati tutti a dare futuro al centrosinistra di Massa Carrara.