Le aree interne e la questione territoriale.

Se si guarda alle dinamiche territoriali che hanno interessato il nostro paese negli ultimi cinquant’anni, non si possono non considerare le profonde mutazioni di scenario che si sono succedute nel tempo.  Agli anni sessanta, caratterizzati dalla programmazione statale e dalla pianificazione territoriale, sono seguite le stagioni del regionalismo e del federalismo, fino ai più recenti tentativi di riassetto istituzionale, culminati nella mancata revisione costituzionale.

In questo percorso poco si è insistito sul ruolo e l’importanza dei territori, e soprattutto delle comunità, che a causa dei pochi numeri che rappresentano sulla bilancia elettorale, sono state relegate, nel dibattito pubblico, in una posizione marginale.

Questo libro riflette su ciò che la politica territoriale, dopo la fine dell’interventismo statale e la crisi del regionalismo, deve essere e può fare e quali possono essere i modi di rappresentare i territori nella sfida della modernizzazione. Le statistiche e gli indicatori evidenziano l’emergere in Italia, di una vera e propria “questione territoriale “, con una marcata polarizzazione tra territori dove sono concentrate opportunità, risorse, servizi ed investimenti e le aree in cui ci si trova a dover constatare e contrastare l’acuirsi  di problemi come l’invecchiamento, la povertà e la desertificazione.
Senza assicurare certezze nel campo dei servizi essenziali quali scuole, trasporti, sanità, e senza garantire uno sviluppo che si traduca in occupazione, vengono meno i fondamentali diritti di cittadinanza, con il risultato che qualunque iniziativa è votata al fallimento.
È su questi nodi che si giocherà la partita del riequilibrio territoriale e del ruolo delle nostre comunità. L’attuazione di politiche in grado di garantire il diritto di opzione e la libertà di scelta di vita necessita di forme politiche che siano luoghi di rielaborazione del pensiero, luoghi nei quali riformulare le prospettive all’interno di una visione di bene comune.
Solo così la questione territoriale diventa questione nazionale, ed è per questo che le «piccole Italie» possono contribuire in maniera decisiva a salvare la grande Italia.