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SERVE UNA RIFORMA ISTITUZIONALE

“abbiamo difficoltà enormi a esprimere l'interesse generale europeo”. In altre parole dobbiamo avere chiaro che “la somma totale di interessi nazionali in conflitto tra loro non porta all'interesse generale europeo”. A porre rimedio a questa situazione, può essere solo la Commissione europea, unica che “può portare valore aggiunto esprimendo l'interesse generale”. Insomma se l'Europa non è riuscita a risolvere la crisi greca in modo “tempestivo e ordinato” è perché “non abbiamo gli strumenti istituzionale politici o democratici per questo scopo”. Ora è chiaro quindi che “servono cambiamenti e non sto parlando di ritocchi cosmetici o di cambiamenti da fare in dieci anni”. Pierre Moscovici

9 novembre 2018|Primo piano|

FUTURO INCERTO, FELICITA’ A MOMENTI

Il principio del bene comune Che cos'è il bene comune? « Per bene comune s'intende l'insieme di quelle condizioni di vita sociale che permettono ai gruppi e ai singoli di realizzare la propria perfezione ». Si tratta di condizioni di natura materiale e spirituale perché riguardano l'uomo nella sua integrità: « il bene comune ha attinenza a tutto l'uomo: tanto ai bisogni del suo corpo che alle esigenze del suo spirito ». Esso ha un importanza fondamentale in quanto l'uomo non può vivere da solo e naturalmente è portato a costruire la società. Quest'ultima può realizzarsi adeguatamente solo nella misura in cui risulta organizzata secondo il bene comune: « Nessuna forma espressiva della socialità - dalla famiglia, al gruppo sociale intermedio, all'associazione, all'impresa di carattere economico, alla città, alla regione, allo Stato, fino alla comunità dei popoli e delle Nazioni - può eludere l'interrogativo circa il proprio bene comune, che è costitutivo del suo significato e autentica ragion d'essere della sua stessa sussistenza ».

5 novembre 2018|Primo piano|

UNA RIFLESSIONE SUI TERRITORI MONTANI

Le montagne sono habitat particolarmente fragili il cui equilibrio poggia su numerosi fattori quali armonie ambientali, espressioni identitarie e culturali che costituiscono i punti di forza per intraprendere la sfida contro la globalizzazione e contro quelle scelte di politica nazionale o internazionale tese ad accentuare la marginalità di questi territori e la loro esclusione dai processi di sviluppo. (tratto da studio del CAI)

25 agosto 2018|Primo piano|

PD: VADO PIANO MA NON SO, SE LONTANO

Il PD a livello nazionale sembra stia perdendo tempo senza programmare, subito, un congresso di rilancio. Stiamo andando piano per meglio riflettere ed aspettare che finisca questa campagna elettorale permanente, oppure ce la stiamo prendendo comoda per non sapere cosa fare? La domanda è lecita e non provocatoria anche a livello locale, dove non si ha il coraggio di riconoscere gli errori degli ultimi anni (compreso quello in corso) e si fa finta di niente. Se è vero che la fretta non sempre paga è pur vero che il PD di Massa Carrara non ha tempo da perdere per ricostruire il Partito e rifare la propria classe dirigente, in vista del turno amministrativo del prossimo anno. Non sempre chi va piano va lontano!

20 luglio 2018|Primo piano|

RIFLESSIONI LUNGO LA STRADA

Le bocce sono ferme lungo la grande strada della politica e possiamo fare alcune riflessioni. Il PD ha perso e deve pensare ad una ricostruzione del centrosinistra con un nuovo programma di Governo. La Lega sembra dominare lo scenario politico ed il rischio che dopo le elezioni europee del 2019 possa pensare di andare alle elezioni politiche nazionali per liberarsi del M5S e vincere da "padrona" con il centrodestra deve preoccuparci. I Cinque Stelle vivono un momento di crisi sotterranea e complicata, per la mancanza di una linea unitaria e condivisa rispetto alla trasformazione di un movimento da protagonista della protesta a protagonista del Governo. Il M5S sembra un fuscello nel bel mezzo della bufera "Salviniana" e si sposta di lato per non ricevere raffiche di vento che ne compromettano la stabilità.

6 luglio 2018|Primo piano|

NON SIAMO SU SCHERZI A PARTE

E' nato il nuovo Governo. Un Governo presieduto da uno cha non è stato eletto (mai!) e fa il professore (come Monti, guarda te). Una maggioranza parlamentare fatta tra due forze politiche che in campagna elettorale erano contrapposte e che si sono messe d'accordo sulla base di un contratto di governo che tiene insieme tutto ed il contrario di tutto (come vedrete in materia di Lavori Pubblici e di Giustizia). Insomma non il massimo per chi ha fatto credere di volere essere esempio di coerenza e trasparenza ma meglio un governo che tornare al voto e vedremo ciò che verrà fatto. Intanto il governo gialloverde, quello del cosiddetto "cambiamento" è partito, tra presentazioni a Camera e Senato davvero imbarazzanti per la demagogia qualunquista e la faciloneria di cui erano pieni gli interventi di Conte.

7 giugno 2018|Primo piano|