SULLA CRISI DI GOVERNO

Senza alcuna pretesa di essere considerato un politologo, dopo aver letto tanti commenti ed ascoltato tante opinioni, voglio dire la mia su questa strana crisi di governo, con franchezza ma con rispetto verso chi la pensa diversamente. Una strana crisi perché il Presidente del Consiglio non si è dimesso, perché in Parlamento non c’è ancora stato un voto di sfiducia e soprattutto perché chi ha presentato la mozione di sfiducia, cioè la Lega, l’ha fatto senza far dimettere i propri ministri. Ridicolo, ma comprensibile nel loro intento per rimanere a gestire le elezioni.

Certo, il Governo basato sul contratto è finito (da tempo), se ne prenda atto e come volevasi dimostrare un contratto in politica non vale un tubo di niente. Questo 2019 è passato, per i 5Stelle, da essere un anno bellissimo ad essere un vero e proprio incubo.
Ciò detto mi permetto di affermare che il prossimo governo sarà della Lega, tanto si vada a votare in autunno, quanto lo si faccia in primavera.

La crisi la Lega l’ha aperta, oggi, solo in ragione di una finanziaria difficilissima da realizzare, che però, loro vorrebbero fare con una chiara impronta sovranista e ciò non sarebbe accaduto stando ancora al governo con Tria e con il populismo dei 5S. Insomma la Lega, pensa più o meno così: se devo fare una manovra lacrime e sacrifici è meglio la faccia un Governo in cui non sono presente, se invece governo io la manovra la faremo in deficit e chi se ne infischia delle regole UE. Questa affermazione è talmente vera che l’altro vero motivo della crisi è da ricercarsi nel voto favorevole dei pentastellati, a Bruxelles, a favore della Von der Leyen.
Proprio per questo motivo occorre capire, allora, se riteniamo che il Paese possa sopportare ulteriori avventure economico/finanziarie (visto il debito che incombe).


Alla luce di queste considerazioni ritengo che forse un governo non dei partiti ma di figure esterne in grado di fare la finanziaria, di nominare un Comissario UE convintamente europeista e poi di portare il Paese con la riduzione dei parlamentari e magari anche con una legge elettorale diversa, alle elezioni, non sarebbe così male.
Qualcuno potrebbe dire : non andare alle elezioni sarebbe un regalo a Salvini, ma siccome io non credo vengano risultati da una politica “contro” a meno che il fronte “anti” sia coeso e preveda anche la partecipazione di rappresentanti provenienti dallo schieramento storico dello stesso Salvini, penso sia più saggio prendere tempo. Peraltro ciò, sarebbe utile a tante forze politiche anche ai Grillini, oggi impreparati proprio come noi del PD.
Mi si potrebbe chiedere: prendiamo tempo per fare cosa? Per costruire una coalizione ampia e plurale dal centro alla sinistra, competitiva. Un rassemblemant che superi il 30%, competitivo ed in grado di avere un’opzione spendibile (anche con quello che resterebbe dei 5S).
A chi dice questo serve solo per costruire nuovi Partiti, dico che non è certo il mio pensiero ma la cosa comunque non mi scandalizza purché l’obbiettivo sia chiaro, contrastare una destra truce e restare in Europa, per il futuro prossimo.

In questa contingenza l’interesse del PD viene dopo l’interesse del Paese, che non può permettersi situazioni di rischio “default” e non può continuare a vivere conflitti e tensioni sociali causate da una politica volgare e violenta. Capisco che la convenienza di Zingaretti, al di la del formare gruppi parlamentari più rispondenti a lui, possa essere quella di andare a votare subito, per fare estrema chiarezza affidando agli elettori la scelta ma ritengo che mettere tutto nelle mani di un unico (ir)responsabile, potrebbe essere davvero dannoso sul piano economico ed istituzionale.
D’altronde il PD deve essere un partito plurale, nazionale ed europeo e la vocazione maggioritaria, quella che rende spesso un partito autosufficiente, spesso autoreferenziale e soprattutto leaderistico, credo sia finito!! Proprio in virtù di questo Zingaretti ascolti tutti e non dia nulla per scontato c’è bisogno di calma, riflessione e coraggio.


Dunque mi permetto di suggerire che il mio modo di agire sarebbe il seguente: relazione di Conte alle Camere, poi voterei la mozione di sfiducia (già presentata dal PD) contro Salvini insieme ai 5S (tanto abbiamo votato per la TAV con la Lega) e poi non parteciperei al voto sulla mozione di sfiducia al Governo fatta da Salvini (che la presenta ancora da Ministro, una ridicolaggine). Visto il loro atteggiamento precedente, continuino a cantare la e suonarsela fra di loro. Non mi preoccuperei affatto di trovarmi in una maggioranza coi grillini, il problema è loro visto che sono loro che hanno fallito con il loro contratto di governo.


Sinceramente la penso così e quello che Napolitano non ci fece fare dopo la crisi del governo Letta (andare alla votazioni come voleva, allora, Renzi) non si faccia nemmeno oggi per non mettere a rischio l’Italia.
Io non sono contro Salvini ma per un’Italia democratica, solidale ed ambientalista.

PS Se poi il Governo deve essere fatto per finire la legislatura e non per un anno a me va bene comunque.