Matteo Renzi ha detto : “vado avanti come un rullo compressore”. Beh, nella sua comunicazione esagera sempre un po, però ad andare avanti sulla strada delle riforme e del cambiamento, fa bene.
C’è chi ritiene che siamo solo agli annunci ma il DdL Del Rio, ad esempio, è legge ed il quadro Istituzionale sta cambiando nella direzione, tutto sommato, giusta.
Anche la proposta di riforma del Senato, ancora da perfezionare, va sicuramente realizzata e non capisco perché meravigliarsi di una scelta (il Senato delle Autonomie) di cui si parla da anni dandola per scontata.
E soprattutto mettere 85 Euro al mese nelle tasche degli italiani, non credo che sia così insignificante e truffaldino come si vuole far credere dicendo che è demagogia di tipo elettorale visto l’approssimarsi delle elezioni.
Il dibattito politico è sempre strumentale (quasi sempre) però l’avvento di Renzi ha spiazzato molti politici e molti opinionisti che si trovano costretti a ricorrere alla logica del “si potrebbe fare meglio”, certo si può sempre fare meglio ma non fare niente per paura di non fare il meglio in assoluto è peggio che fare qualcosa.
Meglio qualcosa che niente!!!

Quanti giorni sono che Matteo Renzi è al Governo?
Non molti, nemmeno 60 (quando scrivo 50), eppure sembra di stare in un altro Stato.
Uno Stato che affronta finalmente quelle questioni che sono decisive per il futuro del Paese; questioni, peraltro, discusse da sempre e da sempre irrisolte.
Il lavoro, la nuova legge elettorale, la riduzione della fiscalità, il superamento del bicameralismo perfetto, la riforma della giustizia, la diminuzione degli stipendi dei manager, la riforma istituzionale, la sburocratizzazione ed un nuovo welfare.
Questi sono i temi a cui il Governo sta lavorando con determinazione e velocità.
Qualcuno sostiene che la fretta è cattiva consigliera, a volte può essere vero, ma francamente, oggi e credetemi non per partito preso, non vedo alternativa a questa spinta innovatrice che peraltro non giunge inaspettata ma è conclusiva di tanti anni di analisi e discussioni.
Anni in cui tutti hanno ipotizzato cambiamenti mai concretizzatisi, così circolavano raffinate proposte senza consenso popolare, quello che invece, Renzi con le sue semplici ma chiare proposte sembra avere.
Attenzione non è solo un fatto comunicativo, è piuttosto la capacità di mettersi in sintonia col Paese reale e saper parlare una lingua comprensibile a tutti.
Personalmente non mi preoccupa la velocità (in sé) con la quale il Governo, prima, compie le scelte e poi inizia ad operare, bensì verificare che la velocità sia legata alla profondità del pensiero ed offra soluzioni in grado di muovere gli ingranaggi arruginiti del sistema socio – economico del nostro bel Paese.
La parola d’ordine prioritaria in questo periodo di crisi è rimettere in moto l’Italia,
Per farlo è chiaro che serve una scossa e Matteo Renzi (simpatico od antipatico che sia) è l’uomo giusto per via di una mentalità ed un modo di fare che viene da una formazione svolta sul campo; una forma mentis tipica di chi ha fatto il Sindaco.
Renzi ha lanciato davvero il modello del Sindaco d’Italia!
Se poi non tutti saranno d’accordo con le idee, le proposte, le scelte e le azioni, beh bisognerà farsene una ragione ma certo non si può pretendere che il Governo si fermi.
Il cambiamento è movimento ed il movimento è frizione, dunque ogni cambiamento porta con sé frizioni che naturalmente creano attriti e conflitti.
E’ doveroso per il Governo saperlo ed evitare ogni situazione superabile con le mediazioni del caso ma è altrettanto doveroso che le controparti governative, libere di criticare, debbano accettare che il ruolo del Governo è quello di governare.
Un Governo, pienamente legittimato, deve operare liberamente e poi renderne conto ai cittadini che saranno chiamati a giudicarlo attraverso le libere elezioni.
Qualcuno domanderà ma allora il Parlamento?
Il Parlamento è chiamato suggerire e promuovere iniziative oppure a condividere ed a migliorare le proposte del Governo, rispetto al quale detiene il potere di sfiduciarlo.
Per favore smettiamola con paure ingiustificate di autoritarismo strisciante, non mi risulta che i Sindaci siano organi monocratici e tanto meno che lo sia il Presidente del Consiglio dei Ministri, semmai preoccupiamoci di evitare, com’è accaduto nei Comuni, coi Consigli Comunali, di rendere inutile il ruolo degli eletti, svuotando di competenze e funzioni, il nostro Parlamento che però (va detto) non può più essere pletorico e soprattutto fatto di nominati.
Gli appelli di autorevoli costituzionalisti che ritengono che un Parlamento eletto con una Legge dichiarata incostituzionale, debba non procedere sulla strada delle riforme va rispettata ma supèrata perché costoro (tutti di una certa estrazione culturale di sinistra) non avrebbero avuto nulla da dire se si fosse deciso di procedere verso la definizione di una legge sul conflitto d’interesse (di cui c’è senz’altro bisogno!).
Capite ora, perché il vero problema, per l’Italia, è andare oltre una logica perversa che condiziona la politica da troppo tempo, la logica per cui quello che dice l’avversario (a volte il nemico) è sempre sbagliato e di conseguenza il voto è sempre “contro qualcuno” e non “per qualcosa“.
Anche su questo piano Renzi sta cambiando le cose perché non ha demonizzato Grillo o Berlusconi, anzi ha cercato di coinvolgerli nei processi democratici necessari a fare riforme il più possibili condivise ed a scrivere regole super partes.
Naturalmente poi, ognuno è libero di decidere cosa fare, cioè se confrontarsi o meno.
Qualche fine analista politico, pensa che quelli di Renzi e del suo Governo siano solo spot elettorali utili ad acquisire consensi senza una precisa e virtuosa strategia politica, lungo una strada che risponde alle sollecitazioni dei sondaggi e con una abile capacità comunicativa.
Ritengo questa analisi ingenerosa e vedrete che sarà smentita dai fatti.
Per replicare a chi pensa male, saranno i fatti e non le parole a darci la cifra esatta della prontezza e giustezza dell’azione del governo Renzi; per intanto in questi due mesi è stata messa più carne al fuoco di qualunque altro Governo.
Prima si diceva non troverà le coperture finanziarie di bilancio, ora si dice le riforme proposte sono anticostituzionali, infine diranno che qualcosa è stato fatto ma si poteva fare di più e meglio; si tratta di un deja vù e ce ne faremo una ragione.
Anche in Europa vedrete che l’Italia, dopo aver messo in campo riforme strutturali, saprà farsi ascoltare e recupererà di peso politico così da poter presentare un piano di misure per la crescita economica ed il recupero di competitività delle nostre produzioni; misure da cui occorre ripartire per dare nuova occupazione.
L’adesione al PSE, che comunque è diventato il Partito dei socialisti e democratici europei (PSDE), troppo poco discussa dalla base, non deve essere il pretesto per polemiche inutili rispetto al vero obbiettivo che si deve prefiggere il PD in questa tornata elettorale europea, superare il 30% ed eleggere nuovi eurodeputati che sappiano far vincere una nuova e diversa idea di Europa, rispetto ai populismi del fronte anti Euro ed ai conservatorismi di destra e sinistra.
Di passo in passo, con velocità ma senza la fretta di chi mette il carro davanti ai buoi, Renzi con pazienza e determinazione, davanti ai tanti Grasso e Fassina di turno, tira avanti sulla strada del cambiamento.
Non mi sembra un rullo compressore, cioè un mezzo che schiaccia tutto quello che incontra sopra qualunque strada percorra, lui mi sembra piuttosto una locomotiva freccia rossa che corre in sicurezza sopra una strada determinata con stazioni precise.
Una strada difficile ma necessaria a segnare quel cambiamento che non può venire dai protestarismi o dalla difesa degli interessi di parte.
Dunque avanti, pronti a vivere una passione che fa gettare il cuore oltre all’ostacolo!