Una campagna elettorale all’insegna delle promesse non è molto diversa dalle altre campagne elettorali, magari, prima, nessuno aveva mai osato a spingersi così in avanti ma ciò nonostante eviterei di gridare allo scandalo.

Promesse e promesse e senza badare alle coperture di bilancio (necessarie).

Ora assistiamo ad ogni tipo di promesse: dai bonus per gli uni e gli altri all’abrogazione di 400 leggi, dal regalo della dentiera alla flat tax, dai 1.000 euro di pensione minima all’abolizione della Legge Fornero, dall’abolizione delle tasse universitarie per tutti, fino al reddito di cittadinanza ….. verrebbe da dire di tutto di più.

Io però, non voglio scandalizzarmi delle promesse in sé ma del fatto che queste promesse (più o meno sostenibili) non sono collocate (qualunque sia la parte politica che le propone) all’interno di un “progetto sistema” per il nostro Paese e vengono messe in campo come specchietto per le allodole (in questo caso gli elettori).

Sia chiaro, alcune di queste promesse potrebbero anche essere condivise (singolarmente prese) ma servirebbe più chiarezza sulla loro attuazione e sul costo per il bilancio dello Stato.

Promesse fatte, dunque, per catturare i consensi ma qual è la loro portata nella vita quotidiana dei cittadini e che succede se poi non vengono assunti quegli impegni necessari per realizzarle?

Qualcuno vorrebbe abolire l’obbligo dei vaccini e allora mi domando perché non anche il divieto di fumo e così via……

Certo che in questo delirio viene fuori di tutto, anche chi vuole abolire l’immigrazione per salvaguardare l’integrità (e magari la purezza) della razza bianca…. Una roba da non credere e quando per giustificarla si tira in ballo la Costituzione, l’unica cosa che rimane da fare è quella di chiedere un trattamento psichiatrico obbligatorio per chi ha detto certe cose e per chi prova a difenderlo.

Promesse da realizzare o bufale per raccogliere facili consensi? Questo è il dilemma.

E’ chiaro che davanti a demagoghi populisti e/o a piazzisti che sono soliti a vendere i frigoriferi al polo nord, la competizione in campagna elettorale diventa una squallida gara a chi le spara più grosse. E scusate ma in questo caso si sa già chi è il più bravo….

Ora, non voglio certo affermare che il politically correct debba essere il manuale d’uso per la campagna elettorale ma questa gazzarra, questa faciloneria, queste continue boutades e questa faziosità che spinge a difendere, sempre e comunque, quello che dice il proprio leader o Partito di riferimento, sono, francamente, disdicevoli e direi stomachevoli.

Esistono analisi e studi sull’impraticabilità di quasi tutte le promesse fatte i questi primi giorni di campagna elettorale ma sembra che a nessuno possano interessare, visto che la maggioranza dei cittadini li ignora; li ignora perché ha già deciso chi votare, a prescindere, oppure perché ha deciso di non andare a votare.

Credo sarebbe ora che ognuno facesse uno sforzo a ragionare ed a documentarsi sulle cose che vengono dette in campagna elettorale, non per fare i primi della classe o lasciare le cose come stanno, ma per superare quella superficialità che può trasformarsi in un grave errore nel momento di scelte importanti che avranno conseguenze non solo per chi le opera ma per tutta la comunità.

Il problema, almeno per me, non è il cambiamento rispetto ad un passato che va certamente superato ma la dimostrazione (la prova) di conoscenza e competenza da parte di chi vuole essere protagonista del cambiamento.

In questo senso mi preoccupa la mancanza di chiarezza su temi decisivi che (UE, Lavoro, Giustizia, Immigrazione, Salute/sanità) affrontati come spot elettorali (a volte con i congiuntivi sbagliati) senza rifarsi ad un chiaro e concreto “progetto sistema”, che riparta dai territori e veramente indispensabile per il rilancio del nostro Paese.

Quindi, per chiudere, chiediamo ai candidati di dimostrarci che conoscono davvero i problemi che si vivono nella quotidianità e le emergenze presenti sui vari territori e rilanciamo il senso civico di ognuno senza alcun fideismo, chiedendo a chiara voce di lasciarci pure il bollo auto ma che le entrate servano davvero a fare manutenzione ed a mettere in sicurezza le nostre strade!!!

PS    Oh, nessuno che prometta di abolire il vincolo di pareggio nel bilancio dello Stato (però promettono)!