-Psicopolitica-

Quando pensiamo all’instaurazione dei regimi autoritari, si presentano le immagini dei carri armati in piazza e degli arresti notturni degli oppositori. Ma tutto ciò per quanto riguarda i Paesi più “sofisticati” cioè quelli occidentali, appare inverosimile e non perché le istituzioni siano ben salde democraticamente: in passato c’erano istituzioni salde ma la violenza (e la fulmineità) delle azioni le hanno fatte rapidamente neutralizzare.

Anzi a queste azioni violente si è spesso affiancato un consenso popolare e un’assenza di reazione delle masse “democratiche” che ha sempre gettato nello sconforto i limpidi pensatori civici.

E’ chiaro che tuttora, in altri Paesi, (Sud America,Africa,Asia) le strutture militari, essendo le uniche per lo stessa loro natura organizzate e inoltre provviste di armi (che non è una cosa da poco..) rappresentano le sole forze politiche in grado di agire politicamente (magari spesso con l’aiuto diretto o indiretto di altre Potenze).
Ma voi potete immaginarvi, nei Paesi occidentali, gli scenari dell’instaurazione violenta di un regime autoritario? I carri armati in piazza rappresenterebbero un ingombro gigantesco e paralizzante al traffico mattutino e l’arresto notturno di qualche oppositore politico solleverebbe una serie di aspre reazioni da parte dei condomini (non per amore della libertà ma per la violazione di quei santuari sacri ed inviolabili che oggi sono gli edifici residenziali).

Non parliamo poi delle necessarie interruzioni televisive (per lo meno non vedremmo più la pubblicità..) e i telefonini, evento terribile, diventerebbero inesorabilmente muti. Ma anche gli stessi militari si guarderebbero bene di aderire: tengono famiglia, con la quale guardano alla sera la tv. Nei weekend, rigorosamente in borghese, vanno con famigliari ed amici al mare. E pensano dove passare le ferie estive e quali saranno le loro condizioni pensionistiche.

L’insediamento di un regime autoritario nelle nostre democrazie occidentali dovrebbe essere maggiormente connesso con l’intera impalcatura sociale. Cioè nessun elemento oggettivo di tale impalcatura sia politica che economica che sociale dovrebbe essere violato con la rozzezza militare ma soggetto ad una trasformazione strutturale che lasci intatti gli elementi portanti del sistema stesso (appunto gli elementi politici, economici, sociali), per riorentarli verso una maggiore normatività,mascherata, repressiva. Sarebbe un’operazione indolore, protratta nel tempo, sufficientemente viscida, che andrebbe incontro non tanto alla arteriosclerotica esaltazione di qualche vecchio nostalgico ma nella completa indifferenza generale. Eccetto qualche irriducibile Cassandra che ormai priva di contatti si sfogherebbe abbaiando alla Luna.

E’ chiaro che il sistema della comunicazione sociale sarebbe quello sul quale esercitare un maggiore impatto (social,Tv, stampa ma anche manifestazioni, soprattutto quelle sportive , i concerti, le processioni con la Madonna e simili) Però andrebbe anche infiltrato il mondo del lavoro (nella sua cosiddetta “etica”) e quello dell’istruzione nonché quello delle pratica religiosa. Né sarebbe escluso quello della sanità e soprattutto quello della gestione delle emozioni e dei ragionamenti: noi psicologi, psichiatri, counselors, couch e chi ne ha più ne metta, saremmo chiamati a raddrizzare,con le belle maniere che ci sono proprie, sentimenti ribellivi, perversi che magari identifichiamo nel mondo dei gay, nei transgender, nelle coppie non molto legalizzate, nella gestione troppo permissiva dei bambini e dei ragazzi, nei ricorrenti all’aborto ecc. ( Non tocchiamo, mi raccomando, il cambiamento estetico che chirurgia, prodotti e palestre promettono).

Ma altri operatori, della comunicazione e del sociale, sarebbero chiamati a questa mission: giornalisti, presentatori televisivi, pubblicitari, addetti alle pratiche religiose, insegnanti e più in generale intellettuali ( questi ultimi sono stati spesso comperati con poco).
In altri termini l’operazione di modificazione e di immissione di elementi sempre più repressivi ha la giustificazione per un più efficace Controllo Sociale che ha lo scopo di minimizzare gli aspetti di anomia di un gruppo sociale( povero Durkheim, che fine ti hanno fatto fare. D’altra parte è anche successo per Marx e per Freud..).

Questa giustificazione diventa la password per incanalare comportamenti e atteggiamenti verso un restringimento della libertà di decisione politica,che resta solo una enunciazione formale, al quale poi la gente non darebbe (e non da’ neppure adesso) molta importanza.
Sarebbe un regime autoritario che non intaccherebbe la vita quotidiana, che potrebbe procedere tranquilla per i più, anche se dietro si intravvede l’aspetto tragicamente oscuro di una Santa Inquisizione in divenire.

tratto da “statigenerali”

scritto da Giorgio Majorino